S’adda’ dicete quell che s’adda’ dicere, stu Palillo con tutta la vecchiaia tiene ancora il poco dello charme, eh! Stamattina nella metro di piazza Amedeo mi è capitato di diventare oggetto delle morbose attenzioni di un attempato e viscido tizio sulla sessantina, uno che, a prescindere di ogni attitudine, pure a vent’anni sarà stato bello come la vomitata di un ubriaco. Ha preso ad attaccare bottone, dicendosi smarrito e atterritp all’idea di dover raggiungere la concessionaria della Smart o della Mercedes ( che non appartengono alla stessa casa automobilistica se non sbaglio) ubicata nella zona di Gianturco/ Ponticelli, che appariva come nient’altro che una desolata landa di dolore e disperazione agli occhi di lui figlio della florida riviera di Chiaia baciata dal mare e dal benessere. Nei miei aneliti di senso civico alla Davide Mengacci e visto che faccio quella stesa strada, gli offro di indicargli, una volta in loco, il passante di collegamento tra la metro e la circumvesuviana di piazza Garibaldi, anche questo a suo dire assimilabile alla Selva oscura dantesca, infestato di tangheri e lestofanti. Ma una volta giunti a destinazione, il tizio si lancia in una sorta di outing di carattere sociologico, anzi quasi una catarsi sufistica fino alle proprie origine, una decouverte impressionistica degna di Manet. Prende a dire di riconoscere solo ora come per magia quei luoghi, quei luoghi così vicini eppure così lontani ( per intenderci stiamo parlando della banchina della della Circumvesuviana sotto piazza Garibaldi, non dello stagno delle ninfee di Givenchy..), quei luoghi in cui e’ cresciuto , si e’ forgiato e diventato uomo prima di abbandonarsi agli ozi e le mollezze della vita borghese odierna…. Il tutto ovviamente risuonava con una cadenza fonetica fortemente influenzata dall idioma napoletano e una percepibile punta di ricchionamma nello scandire le parole. Ovvero una cosa tipo: “Uhh maronn e nuie ca stamm’???? Uhuhuhhu e io nun avevo capito, ca e ‘aro passa o treno per i paesi, e mo m’arricordoooo.!!! ihijhijh E io ca ce su cresciut!!!! Io song uno i miez a via, poi aropp sono diventato un signore……” E visto che lossignoria era in vena di ricordare cose smarrite nella memoria, gli sovviene in mente solo ora di essere possessore di un appartamento in una amena località arroccata sulle pendici del Vesuvio chiamata Volla, dove mi invitava a prendere un the e riparararmi dal freddo e dalla stanchezza che vedeva dipinta sul mio viso. Al mio ovvio rifiuto, prende a dirmi di non indugiare in insensate timidezze e anacronistiche convenzioni sociali legate al lavoro svolto, giacché a suo dire sarebbe universalmente noto che nel mondo giudiziario alberga sovrana la più completa lascivia, e sarebbe un segreto di pulcinella che a centinaia avvocati, giudici e cancellieri si abbandonano alla sodomia più impudica, per poi atteggiarsi a moralisti e censori col povero Silvio per un po di bunga – bunga…..rimango francamente esterrefatto e mi limito ad allontanatmi e rimarcare con decisione la mia eterosessualità, affermazione che lascia il mio interlocutore sorpreso. Infatti mentre mi allontano, così lo sento chiosare: ” uhhhh ma tu a o’veramente fai???? Io ero convinto che tu facevi parte della grande famiglia! Scusa, tu vai girando cu sto ombrellino che par Marilyn Monro’!!!”
Per i curiosi, il succitato reperto ritenuto appartenere alla famosa starlette americana e’visibile sub allegato fotografico A)
