Nella lista piuttosto lunga e composita di luoghi sbrevezi del mondo dove sono stato, un posto speciale nel mio cuore lo occupa questa GuestHouse sperduta da qualche parte sui monti Carpazi, in Romania e precisamente nella affascinante regione della Transilvania. La Pensiunea Mioritca era in effetti una strabiliante bicocca magicamente abbarbicata su un fiume, che le scorreva sotto, sopra, dentro e a fianco, permeando di sé e della sua umidità ogni angolo. Ma era bellissimo essere lì, e ad ogni modo il protagonista assoluto di quel luogo era l’oste Florian, rubizzo omaccione con una talento strappato al teatro e forse anche al mondo del marketing: si diceva nostalgico della ormai defunta epoca comunista, a cui aveva dedicato in un’ansa del fiume una cosa ibrida tra una libreria con tutti i classici del socialismo ed una cappella votiva. Ed infatti ogni mattina celebrava una “messa da requiem del Comunismo con letture del Capitale di Marx accompagnate da musiche di Mozart e Strauss, per il visibilio di noi ospiti . A cotanta cultura ed erudizione faceva da contraltare un più che percepible tasso di rattusamma, che lo spingeva a chiedere foto viscide a tutte le più avvenenti turiste mentre prendevano il sole, per arricchire la biblioteca- cappella del Comunismo. Cosa c’entrassero poi i testi di Marx ed Engels con quella collezione di tette & culi lo sapeva solo Florian, il comunista morto di figa più simpatico che ricordi.