“Il Mare dona ed il Mare leva”: non ho mai visto altro posto per il quale questa massima risulti più appropriata di Bergen. Beninteso, qui per Mare bisogna figurasi il suo abnorme fratello maggiore o forse meglio il suo progenitore di gigantica taglia, come in una saga nordica. Insomma, l’Oceano. Un Oceano che peraltro da Bergen non vedi ma che intuisci e come, da qualche parte laggiù oltre il dedalo di fiordi, canali e isolotti, sembra come di sentirlo respirare . E donare appunto: pesci , gamberi, aragoste, balene e altre creature talvolta mostruose degli abissi, che finiscono poi per riempire i banchi dell’affollato mercato del pesce, ubicato proprio in fondo al fiordo nel pieno centro cittadino, come a sancire inequivocabilmente che da esso si dipana la ricchezza originaria del luogo . Ed è un Oceano che toglie, con le sue tempeste e le nuvole rigonfie di acqua che rovescia sulle coste senza soluzione di continuità. Un’acqua che cade scrosciante e invade ogni cosa, ripulendo e portando di nuovo in fondo agli abissi gli avanzi del banchetto che ha concesso agli Umani con le sue stesse creature .
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Oslo, un posto dove vivere
Mi piace moltissimo Oslo, adagiata in fondo ad un fiordo con la serena armoniosità di una foca distesa su uno scoglio ad osservare I suoi cuccioli. Questi ultimi potrebbero essere i suoi abitanti, che si riversano sereni nelle sue strade e nelle tante sue piazze come appogiate sul mare, in una spazialità cercata sovente con forme architettoniche ardite ed asimmetriche, come nel caso di questo museo disegnato da Renzo Piano. Inoltre, un po’ come tutte le capitali nordiche, lascia percepire ad ogni passo, ad ogni incrocio o ogni edificio pubblico incontrato, di essere espressione di un modello culturale perfettamente funzionante e di una qualità della vita che si intuisce essere altissima, rendendo almeno a me personalmente continuo ed assillante ad ogni stesso passo o incrocio un impari paragone con le nostre città,’ come geneticamente condannate al rumore, al traffico ed all’incuria. Ma qui il discorso si complica troppo. Meglio godersi a pieno una tantum la serena armonia tutto intorno