Tessera unica

Unica. Il solo aggettivo che descrive Ravenna è quello che rimanda alla sua unicità, una singolarità assoluta che qui si innesca, frutto della congerie storica che ovviamente la determina . È una sorta di incendio, non solo metaforico viste le tempestose vicende, che qui divampa tra il V e il VI secolo dopo Cristo, quando sul far del declinante Impero Romano, Ravenna riesce a divenire da un lato l’erede di Roma, dall’altro la chiave di ingresso in Occidente della raffinata cultura dell’altra metà,l’Impero Romano d’Oriente allora invece al suo apogeo . Costantinopoli e la sua corte bizantina entrano in Italia e siedono sul trono di Ravenna, le chiese e le basiliche,di solida edificazione romana, si adornano dei mosaici più perfetti e lucenti che occhio umano possa vedere . Secoli dopo è Dante, che qui morirà, a raccontarne estasiato la bellezza nel Paradiso della Divina Commedia. Ma tutt’oggi, quindici secoli dopo, quella Bellezza è tutt’altro che tramontata .
E il binomio Oriente/Occiidente non è neanche la sola caratterizzazione di Ravenna: qui arrivano i barbari di Tedorico, gli Osteogoti, e ci formano un regno quarantennale. A Ravenna proliferano religioni come l’Arianesimo, riti pagani di altre zone di mondo allora lontanissime e tutt’ora percepibili nelle tracce che recano. E tutto ciò avviene solo qui a Ravenna.
Vi è solo un problema: si mangia troppo bene nelle sue squisite osterie ridondanti di vita e sapori, e i picchi di colesterolo possono offuscare un po’ la lucentezza dei suoi mosaici .
Ravenna un tesoro senza tempo