Il vaso di Pandora – giorno 5: Trota vs tracina

La cortesia della padrona della guesthouse ove alloggio è comparabile al piacere di una passeggiata su un litorale sabbioso culminante con la puntura di una tracina,

specie marina con la quale ha un’evidente affinità anche estetica. E d’altra parte i Romani insegnano, nomen-omen: faceva già luce il suo nome di battesimo, Nazi, scritto proprio così. Non sono da meno le sue due figlie che, in ossequio all’altro detto secondo cui la mela non cade mai lontano dall’albero, riservano attenzione solo al verro Piotr,

un maiale che gironzola per il giardino e che loro allevano e riempiono di coccole manco fosse un York shire, nella piuttosto fatua e malriposta convinzione che il suino sia un animale domestico equiparabile al gatto e al canarino….Poi, se un malcapitato ospite osa spingersi a chiedergli una saponetta o come mai non ci sia acqua (mica champagne e caviale) nel bagno , scendono madonne dal cielo in cirillico con San Metodio, San Basilio e tutti i patriarchi della chiesa ortodossa moscovita. Vabbè sticazzi, al diavolo la Nazi-mamma e le sorellastre di Cenerentola : stamane si cambia alloggio e trovo infatti una troika simile, ossia composta da una madre e due figlie ma di cortesia elevata all’ennesima potenza rispetto alle precedenti. Funziona un po’ così in queste valli: le donne sono preposte al governo della casa e quindi all’accoglienza degli ospiti, a cui affittano porzioni delle loro baite di montagna; gli uomini locali vengono per lo più reputati troppo rozzi per relazionarsi ad ospiti stranieri, soprattutto se di sesso femminile, e vengono destinati a lavori lontano dalle abitazioni, come tagliare la legna per l’inverno o andare a pesca nei fiumi di squisite trote da fare alla griglia.

Il contesto è rustico bello forte e in effetti capita di assistere sovente a scene di rattusiamiento abbastanza evidenti nei confronti di turiste occidentali: insomma , pur non essendo edotti sul singolare dialetto di derivazione turcomanna-osseta in uso in queste valli, si arriva a intuire che quel gesto della mano portata all’altezza del pacco, con il basso ventre che prende a ciondolare e le gambe ad inarcarsi, il tutto accompagnato da un fischio a fonemi spezzati a simulare un pistone in stile Alvaro Vitali, stia a significare qualcosa di meno galante di un invito a teatro.

Il tutto comunque sempre con molta allegria . Ad ogni modo le mie nuove gentilissime osti gestiscono anche una pasticceria a Tblisi e mi deliziano con le loro creazioni, una scuola pasticciera a metà tra quella araba e quella di tradizione russo-europea.

Giusto quello che ci vuole per rifocillarsi in vista di una nuova avventura: una spedizione nella Dareli gorge,

la gola scavata dal fiume Tvifilkaz che scorre giù impetuoso tra cascate e salti, fino al confine russo di Vladikavz, prima del quale sorge una famoso monastero.

I fiumi del Caucaso hanno una bellezza particolare, perché paiono creature animate, demoni. Ribollono di acqua schiumante come fossero di lava, caderci dentro può essere mortale anzi lo è senz’altro, attesa la forza della corrente e la pendenza con cui precipitano giù, trascinando con se pietre e detriti. Dall’altura di Tsdo, su cui mi inerpico per un sentiero pieno di rovi, ho una prospettiva del magnifico scenario sottostante e sovrastante, perché nel Caucaso ci si può anche arrampicare su una cima altissima ma ne troverai sempre un’altra sulla tua testa. Qui trovo invece questa inquietante e magnifica scultura in pietra, con evidenti segni esoterici.

Il Caucaso nei suoi anfratti più imperi custodisce ancora i segreti di culti sciamanici e riti che grossolanamente potremo definire di “magia nera” : il caprone, simbolo del dio Pan e poi di Satana, reca sul volto, disegnata col ferro filata, una sorta di croce che è la stessa incisa sulle chiese e tombe armene e che simboleggia il circolo della vita e la continuazione della vita dopo la morte, come scoprirò più avanti.

Appunto meglio andare avanti, che la cosa un po’ inquietante è: più a valle, dopo una ventina di km di Nulla, appena prima del confine russo sta un bel monastero.

Davvero singolare la geografia del luogo con il fiume che pare risucchiare in un vortice le postazioni doganali: oltre esse si apre una regione segnata da conflitti etnici e guerre sanguinosissime, ove è altamente sconsigliato recarsi.

Poco prima invece, lungo un canalone tracciato da un affluente laterale, ecco una magnifica cascata,

dove farei anche un bel bagno a pesce da fuori, se non fosse per due facce di cazzo cecoslovacche che trovo in loco e che, anch’essi con inaudita cortesia, si rifiutano persino di scattarmi una foto, come gli avevano gentilmente chiesto, mai capitato in tanti anni che viaggio da solo:

“exscuse me, can you take a picture of me under the waterfall? Thank you!”

“No”

“Why no? It takes just a second”

“I say no and no means no! Fuck you”

La giornata mondiale della simpatia proprio. E vabbè, facimmoce sto selfie, che aggia fa!

Il vaso di Pandora – giorno 4: ai piedi di Prometeo

L’alba soleggiata e il vento che spazza via le nubi, appalesano una cosa che il giorno prima mi era sfuggita: che sono in un posto incredibile, straordinariamente bello.

Oddio, è un tipo di bellezza che non può essere universalmente condiviso, fatto di spazi, silenzi e la percezione di una Natura assoluta sovrana. E risiede in essa la chiave di lettura per partire ad un’osservazione dei luoghi.

Siamo in una valle stretta e infilata tra due catene montuose di altezza inverosimile, quasi si trattasse di montagne marziane. Ecco, consiglierei il Caucaso a chi è appassionato dei film di fantascienza ma ritiene plausibilmente, secondo le sue previsioni biologiche, di non riuscire a prendere parte ad una spedizione spaziale di colonizzazione di un pianeta alieno: in questa vita può accontentarsi del Caucaso, una sorta di lama orizzontale con punte aguzze conficcata tra il Mar Nero e il Mar Caspio, pressoché invalicabile se non nelle poche ferite aperte sulla sua ghiaia da fiumi di origine glaciale. Quello che scorre qui corre ormai in direzione del confine russo, situato 15 km a nord, il che vuol dire che abbiamo già passato lo spartiacque, ovvero il punto oltre il quale i fiumi scendono a valle in direzione opposta. Infatti noi, salendo da sud ,abbiamo attraversato diversi fiumi che andavano in quella direzione, poi oltre il passo di Gudauri la marcia dell’acqua ha cambiato corso. E non è l’unico elemento in movimento qui nel Kazbeg: si, perché poi ci sono i ghiacciai, che scendono a valle , rompono la materia col loro peso, la triturano. Pensate che il centro abitato, chiamato Stepantsminda, l’unico nel raggio di decine di km, è in sostanza poggiato sulla morena di un ghiacciaio, sul suo sedime ghiaioso come un castello di sabbia, e le sue costruzioni (che non eccellono per bellezza) paiono destinate ad una vita assai precaria con fondamenta così inquiete.

L’idea è quella di risalire per un canalone roccioso per arrivare fino al bellissimo monastero di Tsminda Sameda, conosciuta anche col nome più facile della chiesa della Trinità di Gergeti, in una magica posizione, uno degli spot più belli di tutta l’area. Ma dovrò conquistarmela, perché mica ci si arriva tanto comodamente…

E poi qui c’è Prometeo, il povero eroe figlio di Giapeto, che osó rubare il fuoco agli dei per donarlo agli uomini e fu per questo incatenato da Zeus, proprio qui, su questa montagna feroce che a metà cammino mi appare

Si tratta di una montagna altissima, ben oltre i 5000 metri e ammantata da ghiacciai perenni

Li al povero Prometeo (“colui che pensa prima” fu pure inviata un’aquila divorare il fegato che la notte ricresceva. Incredibilmente, quando ho quasi terminato la scalata di questo arduo canalone pietroso, vedo un’aquila volteggiare proprio sopra la mia testa, come un presagio divino o un avvertimento di essere nel posto giusto.

Il luogo si appalesa in una sua bellezza che forse la macchina fotografica mortifica

con l’apparizione del monastero da un lato e il Kazbeg dall’altro. Anche la visita al monastero si rivela interessante, con icone di arte paleocristiana e barbuti monaci assorti in preghiera. Anche se, ovviamente a rapire lo sguardo, è la incredibile posizione

Ricordo di aver trangugiato un semplice panino al formaggio, impacchettato alla meno peggio in un fazzoletto, ma essermi sembrato un pasto divino immerso in tanta bellezza.

È tempo di ridiscendere, nella vastità di spazi che il nostro pensiero occidentale fatica a comprendere e il silenzio interrotto solo dal gracchiare dei grilli. Tutto sommato a Prometeo è toccato un bel posto ..

Il Caucaso è un luogo ove ritorna prepotente alla mente un concetto ineliminabile del pensiero ma che l’Uomo contemporaneo ha per tanti motivi eliminato dalla sua contemplazione: la percezione del Nulla

Il vaso di Pandora – giorno 3: la strada

Già la strada, lo sapevate voi che i più bravi a costruirle siamo noi italiani? Almeno questo di noi pensano gli altri abbastanza diffusamente ed è l’opinione che casualmente riscontro da un georgiano e da un simpatico australiano conosciuto in marschutka. In effetti si potrebbe tracciare un albero genealogico illustre facendolo risalire ai Romani ed alle mille arterie di collegamento da essi tracciate sul territorio, la Salaria, la Egnatia, l’Appia etc ma è probabile che gli estimatori di noi italiani costruttori di strade non abbiano mai preso la Salerno- Reggio Calabria!

Ad ogni modo quella da percorrere oggi non l’hanno fatta gli italiani bensì un esercito, quello russo, durante una guerra del XIX secolo, e prende il nome di “strada militare georgiana”. Ed è bellissima. Lasciata Tblisi

La strada si infila in una profonda gola tracciata dal fiume Aragvi, fino ad un enorme diga costruita sullo stesso.

Li, in un lago artificiale creatosi è appoggiata la splendida Ananuri

dove girano tutti in apecar truccati per via dell’assonanza Ananuri- Anacapri ahahah. No, scherzo, dove semmai si sono consumate una serie di vicende shakesperiano della storia georgiana, con decapitazioni di principi da parte di fratelli minori pretendenti al trono.

Subito dopo la strada prende a salire in modo brusco e inesorabile, con decine di tornanti fino alla stazione sciistica di Gudauri e poi all’impressionante passo Jvari (croce), intorno ai 2.500 metri. Da lì la strada scende in una vallata pietrosa creata dall’erosione dei ghiacciai e continua fino al confine russo di Vladikavaz, in Inguscezia, repubblica della Federazione Russa da cui è meglio stare alla larga. Infatti ci fermiamo prima nella bellissima Stepanminda,

da tutti però conosciuta come Kazbeg, in omaggio alla montagna, quasi una divinità, che sovrasta la valle

Fa decisamente freddo e piove, anzi grandina, l’ambiente è rustico bello forte, per usare un estremo eufemismo, e nella guesthouse dove alloggio sono costretto a fare amicizia con un vicino piuttosto ingombrante….

Si chiama Piotr ed è tutto sommato meno invadente e indiscreto di come la genia possa far immaginare, appisolato tutto il tempo a pancia in giù. Le figlie della proprietaria lo trattano come un pet domestico ma prima o poi gli toccherà diventare prosciutto, atteso che non mi paiono tra queste valli molto sensibili alla causa animalista….guardate ad esempio sto ristorante incontrato a metà via

Sulle prime volevo uscirmene ma era l’unica opzione possibile in quel posto e fuori diluviava. E poi qui ho fatto amicizia con quella bellissima famiglia iraniana che si vede in foto, in particolare col capo-famiglia Mohammed

business-man della bellissima città di Yazd , il quale, dopo una lunga conversazione , mi ha chiesto ufficialmente se fossi interessato a prendere in sposa una delle sue sei figlie femmine, che per inciso vedevano in me una sorta di rockstar (non per mie particolari virtù estetiche ma per la loro enorme attrazione per l’Occidente). L’offerta, con suo rammarico declinata, è avvenuta tuttavia non così frettolosamente en passant ma al termine di un lungo colloquio, in cui mi ha valutato uomo probo, solido e valido sposo….spero davvero che Mohammed abbia per il suo business un fiuto maggiore di quello adoperato per scegliersi la parentela

Il vaso di Pandora – Giorno 2: ‘Adda venì Baffone!

Cominciamo a semplificarci la vita, perché in viaggio serve farlo: così ad una usuale domanda postami, ho preso a rispondere direttamente “Adriano Celentano”. La domanda precedente è ovviamente: “where are you from?”, e visto che tipo 30 volte su 30 alla mia risposta ” Italy”, seguiva sempre ma dico sempre la battuta “ohhh, italiano Celentano!!!”, ho preso come dicevo a farla semplice ed ecco qua. Si, sta da dire che Celentano è più che un ambasciatore dell’Italia in certe zone di mondo, è una sorta di pontefice, di entità sovrannaturale. Un georgiano assai colto conosciuto in marschutka (i minivan che scorrazzano su e giù per queste strade fungendo autobus) ne rintracciava il motivo nel fatto che i suoi film erano gli unici che sfuggivano alla rigida censura anti-occidentale: probabile che i miopi preposti alla programmazione cultuale di regime lo giudicassero troppo frivolo e inconsistente per poter scalfire il credo socialista ma su questa come si mille altre cose evidentemente si sbagliavano, perché intere generazioni di georgiani sono cresciute sognando la frivola e poco coerente dolce vita intravista in quei filmetti, quelle spiagge, quegli amori spensierati,quel mondo, altro che Marx ed Engels!

A proposito, restiamo in tema “comunismo” per così dire, perché la giornata odierna prevede la visita alla città-natale di una delle eminenze storiche di questo modello nonché uno dei personaggi più influenti della storia del Novecento. “Adda venì Baffone!” diceva qualcuno un tempo, auspicando improbabili scenari di sovietizzazione dell’Italia o perlmoneno una vittoria del locale partito comunista. Ma Baffone per fortuna non è venuto e a sto punto non verrà più, aspettarlo ancora sarebbe un po’ come aspettare Godot; così se Baffone non va alla montagna, la montagna o almeno il Palillo va da Baffone….. Non tutti sanno forse che Josip Vissarionovic Dzugasvili, in arte Baffone ma ancora prima noto come Stalin, era figlio di un umile calzolaio di una cittadina della Georgia nella regione dell’Ossezia del Sud, chiamata Gori, a metà strada tra Kutaisi e la capitale Tblisi, dunque la meta ideale per una breve visita. Premetto che per quanto mi riguarda Stalin è stato un esecrabile dittatore e un responsabile di atroci crimini contro l’umanità, quindi la mia visita, lungi dall’isciversi a quel becero turismo della morte (sul genere di quei disadattati che vanno ad omaggiare la tomba di Mussolini a Predappio ad esempio), assume solo una valenza culturale, perché qui ha sere uno dei migliori musei della Georgia, dedicato ovviamente al più celebre cittadino di Gori. Nel giungervi, mi soffermo a guardare la città, piuttosto anonima e il paesaggio circostante, tutto sommato gradevole fatto di colline riarse da sole quasi adagiate in modo deferente verso le altissime sorelle maggiori del Caucaso sullo sfondo, dove inizia la sedicente repubblica separatista dell’Ossezia del Sud, in pratica uno stato satellite di Mosca.

Mi spinge a guardare il paesaggio con maggiore attenzione la mia convinzione che esso incide molto sul carattere delle persone, nella formazione, nel gusto: nel mio piccolo mi chiedo spesso,ad esempio, come sia possibile essere nati a Capri con difronte i faraglioni e tanta bellezza e potersi dire fascisti ed inneggiare a campi di sterminio e varie atrocità, ma vabbè. Ad ogni modo, qui a Gori, nell’Ossezia del Sud, è nato uno degli uomini più crudeli del Novecento, nonché uno dei più potenti , che ha dominato su tutta una parte di mondo per oltre un ventennio, sconfitto Hitler e minacciato l’equilibrio dell’intero pianeta. Il museo a lui dedicato è davvero ben allestito con documenti inediti e fotografie singolari, se non fosse per le didascalie solo in russo e in alfabeto georgiano, bellissimo a vedersi ma impossibile a capirsi anche solo per una lettera.

Nel parco sta pure la littorina, la carrozza ferroviaria insomma con cui Stalin scese a Yalta in Crimea per il famoso vertice (non amava volare).

Mi colpisce la circostanza che a visitare il museo ci sia un nutrito gruppo di ragazze della vicina Cecenia, vestito col il niqab, il velo nero che lascia scoperti solo gli occhi:

in pratica visitano la casa-natale del primo degli sterminatori del loro popolo (alla lista si sono iscritti di recente anche Eltsin e soprattutto Putin, autore di crimini infernali in questa zona di mondo posta anch’essa poco oltre queste montagne). I Ceceni sono i discendenti degli antichi e più noti Cosacchi, pastori nomadi e famosi guerrieri a cavallo fedeli un tempo allo zar Nicola. Poco inclini alla vita sedentaria , entrarono subito in urto frontale col regime socialista che aveva rovesciato lo zar e pretendeva di inquadrarli in un processo di urbanizzazione. Cosi, quando Hitler nel ’41 lanció l’operazione Barbarossa e invase la Russia sulle prime con esiti favorevoli, i Cosacchi fiutarono l’occasione e passarono in blocco alla causa nazista contro il governo centrale di Mosca. Ben duecentomila guerrieri a cavallo piovuti da un’altra epoca sfilano ora al passo dell’oca insieme ad ufficiali della Vermacht. Per Hitler è un acquisto fondamentale perché con quei abili conoscitori della montagna può forse scavalcare l’invalicabile Caucaso e spingersi verso i giacimenti petroliferi del Mar Caspio, di cui ha bisogno come dell’ossigeno. Ma l’Armata rossa guidata da Stalin, nella città ad lui intitolata non cede e il Generale Inverno fa il resto: la Germania va incontro ad un disastro e con essa i Cosacchi, che hanno puntato sul cavallo sbagliato ….A fine guerra, chiaro che l’aria nei loro confronti non sia delle migliori e che Stalin sia un pochino incazzatello coi traditori: lo sterminio è feroce, i Cosacchi vengono o trucidati o nella migliore delle ipotesi internati nei gulag, nell’odio indistinto dei russi nei loro confronti. Qualche decennio dopo, nel ’97, Putin solleverà lo stesso artifizio retorico per giustificare una nuova invasione della Cecenia e un nuovo sterminio, nel sostanziale silenzio dell’Occidente e delle organizzazioni internazionali. Un decennio dopo, nel 2008, il “nuovo zar delle Russie” ha chiuso definitivamente la morsa intorno alla Cecenia, invadendo la già citata Ossezia de l sud, appartenente formalmente alla Georgia. Una guerra lampo che aveva come obiettivo finale proprio Gori, la cui conquista avrebbe davvero spezzato in due la Georgia, interrompendo la sua principale arteria di comunicazione tra sud e nord. Ma Gori, bombardata e sotto assedio, forse in omaggio al suo più celebre cittadino e alla città a lui intitolata, la famosa Stalingrado, resistette ed è ancora parte della Georgia.

Da qui proseguo per la capitale Tblisi, che dista ormai solo un’ora. La città si presenta subito bellissima con un centro storico gioiello e una bellissima posizione sul verde fiume Mtkvari.

Catturo solo una prima impressione per ora e per la verità direi che, fuori dalla parte storica, concede troppo in alcuni punti ad una idea di progresso pacchiana e sciocca in stile Dubai per capirci. Ecco ad esempio, lo sfavillante ponte “della pace ” realizzato da un archistar italiano, tal Michele Lucchi, ed inaugurato nel 2010:

è stato già ribattezzato il “ponte always” e non perché debba durare per sempre (si spera) bensì per la nota somiglianza con la marca di assorbenti.

Ah, e per chiudere il cerchio vi dico pure che la sera, dopo la cena col menù fantasma di cui parlavo su Facebook, mi sono pure esibito al karaoke in una hit di chi? Ovviamente di lui, il Pontefice Adriano Celentano. Un’ovazione di pubblico che manco Joe Cocker a Woodstock. Appena mi mandano il video lo pubblico e convinco gli scettici….

Il vaso di Pandora – Giorno 1: Good morning Medea!

Fossi rimasto ancora un po’ a Capri, poco ci sarebbe mancato che mi sarei fatto immortalare in qualche locale cool con una bottiglia di Belvedere o qualche altro distillato di nobile lignaggio, per poi postarla sui social con la raccapricciante didascalia-slogan “Ciao povery!”…….Ovviamente chi mi conosce sa che è un genere di cose che non mi appartiene per nulla ma lo dico per rendere l’idea di come l’estate caprese possa essere abbacinante, specie in quest’acme finale che vede usualmente il massiccio dispiego sul campo di tutta la soldataglia chiattilla ripiegante a Capri da altri fronti per il gran finale agostano e con tutto l’immancabile stupidario di rituali e stereotipi. Vabbè comunque alla fine è un genere di cose in cui ci sguazzo e mi diverto, l’importante è capire quando bisogna darci un taglio. E diciamo che in tal senso, sto posto con sto nome impronunciabile, Kutaisi, nel bel mezzo della mitologica Colchide in Georgia, nel Caucaso, già al momento della prenotazione mi era apparsa come la best choice possibile per darci un taglio. Anche il nome Kutaisi che sembra iniziare con qualcosa di simile all’inglese “cut” ovvero “”taglio, tagliare” mi piaceva come idea di base: io questo mio sbariare con le parole conosciuto come “think palillians” lo tengo sempre in debita considerazione Già, solo che a quel momento dovevo avere ancora una forma mentis o perlomeno un fuso orario sintonizzato sui ritmi dell’estate caprese, e poca o nessuna importanza avevo riservato al particolare che l’aereo atterrasse in Georgia alle 3:30 del mattino, ora in cui a Capri non so, ci si sposta dalla taverna al Number One…..Qui nella Colchide selvaggia la tempistica è un po’ diversa e, appena fuori dall’aeroporto che sta per chiudere i battenti, vengo preso in ostaggio da poco edulcorati tassisti abusivi alle cui lusinghe non ho altra alternativa che cedere, visto che la città dista 25 km. Quello che mi carica a bordo, somigliante ad un irsuto esemplare di orso caucasico (specie ahimè a rischio estinzione) e che non vede una doccia dai tempi in cui noi tifosi napoletani non festeggiamo uno scudetto, comincia col classico repertorio di trucchetti del mestiere incluso il tour di alberghi di quart’ordine di amici suoi da propinarmi a prezzi maggiorati. Insomma, non ho altra alternativa che mandarlo a fanculo e piantarlo, proseguendo a piedi verso il centro cittadino, che alla fine si appalesa con un faraonico teatro dell’opera è una strana scultura di motivo mitologico è rara bruttezza.

Attendo li l’alba, quando la città si risveglia con un bellissimo mercato di frutta, ove donne provenienti da remote alture del Caucaso recano gerle di ortaggi sulla testa. Il problema è che ancora non ho trovato dove dormire e comincia a piovere. Ma niente paura: arriva Medea, ovvero una delle venditrici di ortaggi del mercato che di nome fa proprio Medea Anna Vania un po’come la celebre regina figlia del re Eete nativa di qui, e mi affitta una camera a casa sua. Conoscendo la mitologia e la storia di Medea, si direbbe che sto rischiando di finire tagliato a pezzetti nel frigorifero, ma niente paura: il clima è ovviamente sereno e la famiglia gentilissima. Al risveglio, la prima tappa è culinaria a degustare la ottima cucina georgiana, anche essa dominata dal “fattore K”: kachapuri, kinklali, kurjomi, boniiii!!!

Poi si parte per un bel monastero ubicato su una collina vicina, con quasi mille anni di storia e un nome simpatico, Gelati, ma dove in spregio al nome fa nu sfaccimm i caldo.

Al rientro in città programmo una visita alla cattedrale di Bagrati, una sorta di San Pietro della autoctona chiesa ortodossa georgiana. Per arrivarci, ci si può servire di una teleferica residuato del socialismo reale che davvero traballa e scavalca il bel fiume Rioni che taglia in due la città.

Non appena a bordo tuttavia mi rendo conto dell’imprudenza. Non che abbia paura o non mi fidi della rinomata tecnologia sovietico-georgiana figuriamoci, ma il problema è un altro: il sottostante fiume Rioni al tempo di Giasone e degli Argonauti si chiamava Fase, e quindi sto catorcio di cabinovia che vi passa sopra non può che essere “fuori fase” e può precipitare!!!!

Insomma mi sono perso il think palillians. la punizione divina di Zeus si appalesa non con la caduta del trabiccolo bensì in maniera più sottile: sulla collina poco oltre un fatiscente luna park,

per giungere alla cattedrale sta da attraversare un enorme campo rom, dove si appalesa la mia paura principale, che non è quella di essere rapinato bensì quella per i cani, specie di grossa taglia che a decine abitano qui e mi abbaiano appresso. Non mi resta che farmi scortare fino alla cattedrale da una simpatica famiglia di abitanti del campo, che farebbe felice quei dittatori di un tempo che invitavano il popolo a donare più figli alla patria: la ragazza tredicenne è già madre e la bisnonna avrà qualche anno meno di me, tutti insieme al capofamiglia ci avviamo alla bellissima cattedrale di Bagrati che domina la vallata.

La sera altra scorpacciata di kinklali, “arricchita” dall’incontro con dei tizi russi che prima cominciano simpaticamente a offrirmi della grappa locale, poi cominciano a sfracassare le palle loro, il calcio e Maradona, e una volta ciucchi, appalesano un bagaglio culturale analogo a quelli che in Italia gridano “Boldrini troia”: cominciano a chiedersi perché non sia con mia moglie e perché viaggi da solo, insomma cominciano a fissarsi che io sia gay (in Russia l’omosessualità è un tabù assoluto e anche qui in Caucaso dubito che la situazione sia diversa) e assumono modi bruschi e provocatori. Alla fine, non mi resta che finire la giornata come la avevo iniziata col tassista, ovvero con una mandata a fanculo.

Ma d’altra parte era tutto scritto nel nome Kutaisi, no? Kut ovvero Cut ai si, taglio ai si: non bisogna mai assecondare nessuno qui insomma o ci ficca nei guai!……E perché forse vogliamo fare finta di non vedere che la signora che mi ha salvato la mattina dandomi alloggio,ovvero Medea Anna Vania, sia l’anagramma di “vieni a nanna da me”??? Ma di che stiamo parlando? Qualsiasi cosa farò, ovunque nel mondo andrò, il think palillians sarà sempre con me!

Il vaso di Pandora – Prologo

Esistono miti e leggende con cui siamo abituati a convivere, fanno parte del nostro sapere comune e spesso siamo abituati a relazionarci ad esso come a delle favole, magari perché appresi per trasmissione orale dai racconti di nonni e genitori (operazione che uno come Levi Strauss classifica come la forma più alta di cultura, preferibile a suo dire pure alla cultura accademica generalmente intesa). Il punto di rottura è mio avviso un altro: la mia impressione è che siamo abituati a relazionarci ad esso fuori dal tempo e dallo spazio, come se queste storie fossero ambientate in un tempo indefinito e soprattutto in un luogo utopico, non collocabile geograficamente. E invece no, i miti, almeno quelli del mondo classico ma non solo, trovano sempre una loro area di riferimento precisa, una “geolocalizzazione” possibile diremmo oggi con questo brutto neologismo, magari posta ai confini del mondo come era al tempo conosciuto ma esistente. Pensiamo ad esempio agli antichi Greci, creatori di tanti miti: il loro mondo conosciuto e pensato

trovava ad ovest un limite invalicabile nelle Colonne d’Ercole, ubicate dalle parti di Gibilterra, oltre le quali si apriva una distesa d’acqua sterminata e impossibile a solcarsi con le navi dell’epoca, eccezione fatta per gli abitanti di un continente remoto e misterioso situato nel bel mezzo dell’oceano e forse poi spofondato in esso. Ed ecco il mito di Atlantide, il Continente perduto.

Guardando invece ad est, il mondo dei nostri avi Greci finiva oltre l’Ellesponto e il Mar Nero, al di là della penisola anatolica, ove si innalzavano pinnacoli di montagne altissime e invalicabili, imbiancate da nevi eterne ed irte di rupi e orridi spettrali: il Caucaso.

Qui, in questa landa ai confini del mondo come conosciuto allora (ma per la verità parecchio sperduto è difficile a raggiungersi ancora oggi), trovano vita e ubicazione una serie infinita di miti del mondo classico e non solo: i Greci collocavano qui la porta dell’Inferno ma anche ma la casa del Sole, qui in Caucaso vennero Giasone e gli Argonauti alla ricerca del Vello d’oro, passó Eracle alle prese con le sue fatiche, si industrió Prometeo e fece una brutta fine,

Medea si cimentoò in un Masterchef di cucina piuttosto brutal e su queste ispide montagne si fermò pure l’Arca di Noè perchè pare a valle che pioveva parecchio, ma quella è un’altra storia. Insomma questa terra incastrata tra il mar Nero e il mar Caspio è una sorta di luna-park per chi ha voglia di giocare coi miti antichi. Primo! Tengo una tara genetica per ste cose ed eccomi che arrivo!

Il viaggio non è dei più agevoli e ci arrivo con una combinazione piuttosto bizzarra di fattori e vettori quello che ho ribattezzato il “fattore K”. Adesso sono in volo per una città polacca chiamata Katowice, nota per aver dato i natali a Giovanni Paolo II e poco altro. Da lì avrei una coincidenza per una città della Georgia che inizia sempre con la K, chiamata Kutaisi, dove appena sbarco devo trangugiare una di quelle squisite focacce al formaggio chiamate Kachapuri. Spero solo di non perdere la coincidenza perché la orribile Wizz air non garantisce copertura per i ritardi e non vorrei trovarmi bloccato in Polonia a scrivere il diario di viaggio dall’oratorio dove papa Woytila giocava a calcetto con i compagni quando era chierichetto, suonerebbe un po’ riduttivo viste le premesse….. Ad ogni modo think positive e go to Kutaisi. Il nome non dirà molto e d’altra parte si tratta di una minuscola cittadina so piedi di altissime montagne, ma lo immaginereste mai che qui trovano collocazione due dei più noti miti del mondo classico? Si perché un tempo essa era la capitale della Colchide e qui arrivarono Giasone e gli Argonauti alla ricerca del Vello d’oro, e anche io anni dopo, constatando che esso esiste davvero e affonda la sua veridicità storica nella usanza di setacciare i fiumi rigonfi di oro con pelli di caproni. Da queste parti terminai appunto 4 anni orsono il viaggio cui sono più legato appunto dedicato al Vello d’oro, e oggi quel punto di arrivo diventa un nuovo inizio, alla ricerca di qualcosa di diverso. Si, perché un altro incredibile mito ha sede proprio qui.

Esisteva un tempo un uomo di bell’aspetto e straordinaria intelligenza a nome Prometeo

Munifico e coraggioso, Prometeo ritenne che il Fuoco gelosamente custodito dagli Dei fosse un elemento troppo importante per la razza degli uomini e così pensó di rubarlo ad essi, venendo a compiere la sua impresa proprio qui nel Caucaso, ove il fuoco irraggia la terra dai suoi vulcani e dalle tante fontane di nero petrolio. Tutt’ora il nome di Prometeo è metafora di progresso e coraggio. Ma di quest’avviso non fu Zeus, il quale imbestialito dal furto di Prometeo, lo catturó e lo fece incatenare ad una rupe, ove un’aquila gli mangiava di giorno il fegato che la notte ricresceva. Ebbene la rupe ove Prometeo fu incatenato è posta qui, sopra Kutaisi pare, vado a verificare e vi dico.

Ma non è tutto: anni dopo da ste parti passa Ercole che, commosso dalla raccapricciante scena, decide di liberare il malcapitato ed andarsene a braccetto con lui.

La vendetta di Zeus non tarda a manifestarsi ma stavolta è indirizzata non più al solo Prometeo bensì a tutta la razza umana e, nell’ordirla, probabile che il te degli dei si avvalga della consulenza di qualche eminenza femminile di corte, tipo qualche dea dell’olimpo come Diana o la sua consorte Giunone, attesa l’astuzia tipicamente femminile del piano. Prometeo aveva un fratello, tale Epimeteo, tratteggiato al l’esatto opposto di lui: brutto nell’aspetto, era piuttosto lento nel pensiero e nutriva un invidia feroce nei confronti del più brillante e Valente fratello. Aveva già collaborato con Zeus nel “cantare” il fratello quando egli si era nascosto dopo il furto del fuoco, e ora Zeus coglie l’occasione per rifilargli una subdola “gratificazione “: decide di plasmare il primo esemplare di donna per donargliela in sposa e nel farlo non bada a spese. La crea bellissima, e predispone che ella venga istruita da Venere all’arte dell’amore e da Diana a quella dell’arguzia .

Il fesso di Epimeteo, un cesso a pedali che non vedeva una femmina manco col telescopio, si trova sta figa stratosferica nel letto e svalvola proprio con le chiocche: ringrazia Zeus e gli dei con la faccia per terra e incatasta malamente sul matarazzo il loro bellissimo dono, manco facendo caso alla strana dote nuziale che ella porta con se, un vaso da non aprire per nessun motivo. Ah, la tipa di nome faceva Pandora e, sebbene fosse la prima donna ad apparire sulla Terra, già possedeva certe doti consumate di “gattamortismo” tipiche del suo genere: ci mette assai poco a “mettere la mutanda in testa” a sto cuofano di marito recapitatogli dagli dei e gli fa capire che per ora gliela fatta annusare, ma d’ora in poi per sganciargliela lui dovrà esaudire un suo desiderio, ovvero aprire quel maledetto vaso. Epimeteo ovviamente tutto infoiato e malepratico come è, si catafionda sul vaso e lo scassa per terra. Da esso escono tutti i mali del mondo che Zeus gli aveva infiocchettato ad arte ed essi prendono a disperdersi per il pianeta seminando morte, guerre, distruzioni, lingue diverse e divisioni tra popoli.

Fossimo in un mito cristiano sarebbe presto detto chr Pandora si chiamerebbe Eva, quello con la mutanda in testa sarebbe Adamo e al posto del vaso di sarebbe una mela. La “location” sarebbe il giardino dell’Eden, ma questo è un mito classico e quindi il set naturale per tutto ciò non può che essere uno: il Caucaso, la terra che ancora oggi più di ogni altra , con la sua storia dolorosa è assurda pare ancora disseminata dei cocci del vaso di Pandora.

Si parte !

A come Atlante: Crete senesi

Le “Crete senesi” indicano una particolare area della Toscana collocata geograficamente poco a sud di Siena, che si caratterizza per conformazione argillosa del terreno, tale da far assumere connotazioni estremamente particolari al paesaggio

IMG_0233In una giornata di luce estiva in effetti il riverbero del sole sul’argilla è abbacinante e aggiunge sfumature davvero magiche al già generoso quadro che la Madrenatura dona a questa parte di mondo. IMG_0263Come se non bastasse, si insinuano in questa zona della Toscana, come gioielli o monili sul corpo di una bellissima donna, alcuni dei borghi medievali meglio conservati di tutta l’area.

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San Giovanni d’Asso, Casciano, Montisi, Montalcino coi suoi celebri vini, per non parlare della vicina Pienza nella limitrofa Val d’Orcia. In tal senso delle gemme seminascoste sono i castelli di Murlo e quello semi-abbandonato di Montelifrè

IMG_0251E rimaniamo in tema di luoghi abbandonati, anche se il termine in un contesto così armonioso, assume una connotazione più dolce anch’esso rispetto alla valenza che esso può avere in un contesto urbano ove il rimando è immediato a qualche casermone in calcestruzzo sbrecciato o altri simili obbrobri. Ecco, qui anche l’abbandono pare connotarsi di una sua intrinseca soavità e capita di poter alloggiare in un borgo medievale semi-abbandonato, riattato solo in parte con bellissime case in pietra e strade sterrate per giungervi. Parlo di Vallariano, minuscola frazione di Murlo, nel bel mezzo del Parco naturale del basso Merse

 

IMG_0231Poche persone davvero sono tornate a vivere qui dopo anni di abbandono si sono già dati una forma di micro-organizzazione

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la quale è anche essa distante anni luce dalle boriose statuizioni di condominio su tabelle millesimali su citofoni e portierato cui si è abituati in città: la prima determinazione degli abitanti della neonata polis di Vallariano è stata quella di dotare la città di 5 robusti gatti, in grado di mettere in fuga i topi dai granai, un po’ come nell’antico Egitto, ove questo animale fu per questo motivo addomesticato e ammesso nelle case degli uomini IMG_0406.JPGa capo della pentarchia di gatti guardiani, il simpatico Baffone, forse per via dei suoi lunghi mustacchi o forse così chiamato in omaggio ad un certo retrogusto sinistroide nostalgico di certi angoli di questa terra.  Ad ogni modo non sono solo i gatti e i topi a spartirsi le mura e gli anfratti di Vallariano….

Di sopra, eccovi rispettivamente tramonto e alba su Vallariano: nel lasso di tempo che va da uno all’altro, la Natura prende vita e vi renderà spettatori di un qualcosa intenso quasi ai livelli di un safari in un paese africano. Siamo in un parco naturale, quello del basso Merse,e con facilità impressionante per un paese europeo si accostano al paesino animali di varia stazza: caprioli, cinghiali, volpi, ricci, istrici. Ogni mattina un cervo bianco bellissimo ci salutava sotto là finestra mentre in lontananza si odono ululare persino i lupi.

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Direi che per due o tre giorni queste terre  ne regalano di emozioni, e spostandovi da un luogo all’altro vi parrà di nuotare in un mare giallastro che vi coccola e vi dona oblio. E poi, ragazzi, forse è vero quello che il regista James Ivory fa dire ad un suo personaggio nel bellissimo film “Camera con vista”, in questi luoghi ambientato: “nella campagna toscana vi è qualcosa che fa tendere naturalmente l’animo umano verso l’idillio”

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Ad ogni modo, anche se non siete mai stati ancora nelle Crete senesi, è probabile che non vi risulti del tutto sconosciuto questo paesaggio, giacchè da queste parti era solito passeggiare un tizio che sovente amava riprendere questi paesaggi come sfondi delle sue opere. Si, perché lui di mestiere faceva (anche) il pittore, era nato nella vicina Vinci e di nome faceva Leonardo….

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La terra bruciata

Oggi mi sono recato in un comune dell’area vesuviana, il cui nome preferisco omettere per rispetto alla gente che vi vive, ma non sto qui a raccontarlo per farmi bello o per farmi compiangere, giacché sono per una ordinaria vicenda di lavoro e tra due ore sarò di ritorno a Capri, magari in barca o in qualche altro bellissimo luogo figuriamoci. Più che altro, colpisce lo scandire del tempo: due ore, forse anche meno,  e una manciata di km e miglia marine separano due realtà antipodiche: da una sorta di Eden ovattato di profumi ed effluvi floreali ad un Golgota ove l’aria è talmente acre e rigonfia di miasmi da irritare gli occhi e la gola, da alberghi da 500€ a notte perennemente pieni a palazzine ove la gente tiene le serrande sbarrate anche sotto i 35 gradi della canicola pomeridiana nello sforzo invano di arginare la coltre tossica, da turiste bellissime di ogni nazionalità che fanno jogging in riva al mare a madri che trascinano di corsa i figli sull’asfalto con un fazzoletto sul viso per metterli al sicuro, come nella Sarajevo o nella Beirut assediate dai cecchini, sotto il volteggio dei Canadair il cui rombo è salutato dagli abitanti come quello degli aeroplani alleati nel ’43

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Ma è chiaro che i motivi e le origini di una tale discrepanza, pur su uno stesso così piccolo territorio, affondano in ragioni di ordine diverso, su cui non è poi così utile oggi indagare.

Credevo di vedere il monte annerito e impestato da decine di carcasse di alberi, non è così, la coltre di fumo è talmente spessa che avvolge tutto in un’aria giallastra, la cui natura potenzialmente tossica è difficile a valutarsi: cosa altro sta bruciando lassù insieme al bosco, nessuno lo sa e in parecchi provano a immaginarselo. In una banale metafora mutuata da stereotipi da curva calcistica verrebbe da dirsi che oggi il Vesuvio somiglia alla Padania. Ancora quell’odore acre e pungente mi ha riportato alla mente qualche epilogo di manifestazioni contestatarie giovanili, con la polizia che subissava di lacrimogeni i manifestanti; ma, a ripensarci oggi, a confronto della situazione attuale quelle atmosfere non mi paiono molto più che un giochino per studenti annoiati. Qui il paese è reale. Colpisce anche il latrare continuo dei cani, assordante, ogni cane sembra abbaiare all’impazzata nella percezione dello scempio e della folle equazione inversa venutasi a realizzare: il vulcano che distrugge e rigenera distrutto e riarso da mano altrui, lo Sterminator Vesevo aggredito e sterminato dall’uomo.

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Il fine di tale Leviatano è di chiara evidenza. Non ho quasi alcun dubbio che tra 20 o 30 anni quelle pendici che oggi paiono delle annerite balze dantesche saranno irte e rigonfie delle tozze e brutte palazzine che già infestano la pianura. Ovviamente spero di sbagliarmi e qualcuno potrebbe farmi notare la severa previsione normativa vigente su casi del genere, che conosco. Nondimeno conosco però certe logiche e certi temi, e già immagino discorsi di indignazione  e lodevoli iniziative nell’immediato, poi magari un giorno lontano, un giorno qualunque arriverà un mediocre politico spinto a coorte da palazzinari e pletore di schede a dire che “è ora di guardare al futuro e non sempre al passato” che “bisogna soppesare le esigenze di tutti e ma davvero di tutti”, che ” i troppi lacci e laccioli della legge finiscono con lo strangolare i sogni della nostra gente ad avere una casa” etc, il tutto salutato dal rombo di betoniere e macchine asfaltatrici.

La camorra utilizza qui sul suo stesso territorio metodi analoghi a quelli di  un battaglione di rappresaglia delle SS naziste. Quella di “fare terra bruciata” è un’espressione divenuta di uso comune e dal significato ormai translato in diversi ambiti, dai rapporti umani a quelli economici o altro ancora, ma che ha una sua origine nel gergo bellico: gli eserciti dalla notte dei tempi, messi in particolari condizioni, adottano la strategia “della terra bruciata”, quella che non assoggetta il nemico o lo conquista ma lo elimina radicalmente. E se essa è una strategia ancora ad oggi adottata, è solo perché è una strategia purtroppo vincente. E la storia, lo si sa, la scrivono i vincitori

 

A come Atlante: The Crazy Pet Shop

Oggi la rubrica che si ripropone di redigere una sorta di atlante in ordine alfabetico dei luoghi visitati sarebbe giunta alla lettera C, come Cambogie, Croazia, Caledonia o tanti altri bei posti. Ma ho deciso di partire da un luogo dell’ immaginario in cui sono stato  solo io, che con molta enfasi e un pizzico di presunzione potremmo definire “distopico”. Bah, più semplicemente si tratto di un bizzarro e un po infantile parto della fantasia con la quale ho generato, diversi anni fa, un bizzarro e delirante bestiario, dalle modalità di teorico utilizzo ancor più bizzarre e talvolta raccapriccianti. Essi hanno avuto una vita limitata a qualcuna delle tante Cacce al Tesoro organizzate, con i concorrenti che erano chiamati ad acquistarli e immaginarne un impiego utile al gioco e quella che era la prova del momento. Esempio: ci si imbatteva in una porta chiusa? Ecco che la si poteva forzare con un bell’insetto stecco scassinatore; c’era da recapitare un messaggio ad un proprio compagno di squadra lontano? Cosa di meglio di un totano viaggiatore che si serve anche della rete fognaria. Attaccare un equipaggio avversario per mare, ecco apparire i calamari di Momprachen….insomma un delirio. Ma se non riuscite a dormire come me stasera e siete dell’umore giusto, vedrete che una risata ve la strapperanno. Insomma è stato un viaggio anche questo

The Crazy Pet Shop

1)PITBULL ADERENTE A CASA POUND

una potenza…. $ 1.200

 

2)CRICETO A SCOPPIO

rudimentale ordigno-roditore imbottito di tritolo con lo scotch, che deflagra provocando danni di piccola entità (mono) $200

 

3)KOALA MULTILINGUE

Parla 5 o 6 lingue diverse, cortese ed affabile $ 330

 

4)CROTALO SFINTERELLO

Non è un granchè velenoso ma ha quel vizietto di ficcarsi in quel posto lì…che in una tortura è poco piacevole $ 500

 

5)TOTANO VIAGGIATORE

Moderno derivato del piccione, viaggia e porta messaggi attraverso il mare o servendosi anche della rete fogniaria $1.000

 

6)BUFALO BLACK-BLOCK

Il vedere molti suoi simili rinchiusi nelle stalle a sfornare mozzarelle x i caseifici, gli ha aperto gli occhi sulla vera natura del capitalismo, ed ora è disposto a scaricare la sua forza contro le vetrine di banche e grandi firme $ 2.500

 

 

7)YORK SHIRE SOMMELIER

riconosce un Bordeaux Superiore al primo assaggio…mitriditizzato ai veleni, è utile anche in ciò $ 350

 

8) INSETTO STECCO SCASSINATORE

Non c’è serratura che gli resista $700

 

9)SCIAME CAVALLETTE TOSSICHE

Le hanno viziate troppo i genitori a queste bastarde, che ora passano il tempo a sfasciare tutto e a farsi di qualsiasi schifezza mono $950

 

10)PECORA ZOPPA DI AL AQSA

Dopo che la dabbenaggine di uno scherzo adolescenziale l’ha resa permanentemente invalida, ha votato la sua vita la culto di Osama ed è pronta a farsi saltare in aria per il Corano mono $440

 

11)PICCIONI LACRIMOGENI

In coppia, fanno cagate che sprigionano il gas lacrimogeno $360

 

12) PIANTA CARNIVORA PINOCHET

Istruita dai colonnelli cileni, è un’aguzzina che fa parlare anche il prigioniero più coraggioso $ 430

 

13) TEKNOCINGHIALE

Installete nelle narici, ha due potenti casse-altoparlanti da 320 watt l’uno, che diffondono un suond accattivante e moderno, ma che rinsordisce e stona gli astanti $ 80. Disponibile anche nella versione potenziata FUNKY- FAGOCERO CINQUEGRANA $390, esotico cinghialotto che diffonde un sound accattivante che spazia dalla tecno agli Squallor e che vi lascera’ senza parole per 5 minuti.

 

14) PORCOSPINO ANTIUOMO

Segretamente posizionato sotto il terreno a mo’ di mina antiuomo, si fa saltare in aria se calpestato, sprigionando tutti i suoi aculei che vanno a conficcarsi sulla cute del malcapitato. Ottima arma difensiva, soprattutto se usata in serie coordinata a mo’ di campo minato (mono) $ 230

 

15)ARAGOSTA A TRANSISTOR

Arriva a captare, decodificare, decriptare, creare interferenze radio per ogni email,comunicazione satellitare, telefonica e altro nel raggio di 50 metri $ 2.500

 

16)VONGOLE AL NAPALM

Cinque minuti esatti dopo essere state posizionate, schiudono le valve e liberano il micidiale che gas, che, una volta saturata l’aria, si incendia (mono) 1kg $1.000

 

17)TARATUFI AL NERVINO

Stesso principio di cui sopra, ma come ogni buona massaia sa, il prezzo sale, anche per che il nervino come gas è molto più potente (Mono) 1kg $ 1.460

 

18)FRAVAGLI MURIATICI

All’apparenza gustosi e appetitosi, si liquefano nel corrosivo acido al lancio in appositi cuoppi (mono) 1cuoppo $ 120

 

19)TONNO SCUDO UMANO

Con un prodigioso balzo salterà fuori dai marosi e verrà ad abbuscarsi le mazzate per voi, darebbe pure la vita al posto vostro, ma solo se ritiene che siate nel giusto o per una causa meritevole mono $3000

 

20) CELENTERATI ORGANIZZATI

Scioperati e senza voglia di fare un granchè, da buoni gamberoni prendono a camminare all’indietro anche in corteo organizzato, scandendo slogan e paralizzando il traffico anche per molto tempo. $1.100

 

21)PENE GIGANTE IDRANTE

Di cm75-90 circa, risultato di disperati sforzi di squallidi culturisti bombazzati, non è però di alcuno scopo riproduttivo. Usato in prevalenza dalle corrotte polizie del luogo, spara una miscela di acqua e piscio che tiene indietro i facinorosi $700

 

22)FORMICHIERE CORAZZATO LANCIFIAMME

Una sorta di carro armato del mondo animale. Dal suo lungo naso a proboscide si diparte una fiammata di gittata intorno ai 3m, che incenerisce un bufalo $3.500

Versione potenziata è il DRAGO DI KOMODO BULLET-PROOF, insuperabile tank anfibio, dotato di una lingua di 5 metri su cui è applicata una potentissima calamità in grado di recapitargli qualsiasi cosa direttamente tra le sue possenti fauci. Anche le zanne e la coda sono esiziali negli scontri ravvicinati $5.000

23)PACHIDERMA CINGOLATO

Dal suo ventre è stata ricavata una sala chiusa che ospita fino a 10 passeggeri. La spessa cute dell’animale lo rende difficilmente attaccabile. E’ un formidabile mezzo di trasporto di gruppo, suo difetto la lentezza $ 4.000

24)SCUORF’NPUORKO DI NORIMBERGA

Frutto mostruoso degli aberranti esperimenti degli scienziati nazisti, che miravano a fondere in una creatura la velenosità dello scorfano e la duttilità del maiale, possiede velenose spine sul dorso e potenti zanne $ 650

25)DENTE DEL GIUDIZIO TELEPATICO

La sua flora batterica, geneticamente modificata con radiazioni al cobalto, riesce a mettersi in contatto telepatico con quella del dente del giudizio del vostro nemico, ordinandole di attaccarlo e farlo scoppiare, provocando al nemico stesso un intensissimo dolore (mono) $ 450

 

26)ARMADILLI ANTICARRO

Stesso principio dei porcospini, ma questi quando scoppiano fanno saltare in aria persino un pachiderma cingolato (mono) $350

 

27)FAGOCERO GATTUSO

Corre su e giù per 90 minuti, travolgendo tutto quello che trova davanti a sè, dopo di che muore per arresto cardiaco (causa doping). Ottimo rapporto qualità-prezzo mono $ 150

 

28)GALLO SULLA MUNNEZZ’ SESSANTOTTINO

Erige barricate di munnezza, sulle quali si erge gridando slogan provocatori a chi sta dall’altra parte $ 250

 

29)BERTUCCIA VETERO-GINNASIALE

E’ rimasta con la capa a quando stava alla certosa, cosicche’ e’ espertissima in gavettoni e tutti gli scherzi dell’epoca, il che non e’ poco. E’ inoltre un’abilissima sabotatrice di macchine e congegni

$ 730

 

30)BRADIPO UNABOMBER

Espertissimo e perverso creatore di ordigni rudimentali celati in oggetti che si usano tutti i giorni e che si vendono magari nei negozi. Agisce in segreto su commissione

$ 1.100

 

31)RONDINI PIROTECNICHE

Si alzano altissime nel cielo esplodendo in un arcobaleno di colori. Utilizzabili anche come traccianti. (mono) $100

 

32)AIRONE AK47

Installatelo sul vostro camion o puntatelo per terra con la sua lunga gamba, poi fate fuoco:dei vostri avversari rimarrà ben poco. Il corrispettivo di una mitragliatrice con proiettili di piccolo calibro

$ 5.000

 

33)FAGIANO AEROSTATICO

L’hanno talmente abbuffato di estrogeni e ormoni, che questo ormai decolla come una mongolfiera, o è meglio dire svolazza fino ad un’altezza di m10 dal suolo. Omologato per 2 pers.

$ 4.500

34)TACCHINO TOZZA-TOZZA

Vende cara la pelle…e il suo ambito petto, col quale si butta addosso ai nemici del suo fido padroncino in assalti all’arma bianca, rimbalzando però indietro. Con la testa dà capate che pare Zidane. Non è un fulmine di guerra, però è simpatico $ 120

 

35)QUAGLIA INCENDIARIA

Un ibrido tra una moderna freccia incendiaria ed una molotov dell’aria. Colpisce bersagli fino a 10m, entro i primi 5m è di precisione assoluta (mono) $ 1.000

 

36)TUCANO SIFFREDI

Con quel becco extralarge ci fa una miriade di cose:taglia, rompe,sega, svita, avvita..eppoi trapana, trapana $ 750

 

37)COBRA LUXOTTICA
Si erge altero sul suo busto che pare Farinata degli Uberti, dopodichè proietta negli occhi del dirimpettaio una luce accecante. Utilizzabile anche come comoda abajour snodabile da ufficio $ 75

 

38)RAMARRO TAMARRO

Con la scusa che porta fortuna, sto bastardo di lucertolone vaetano entra nelle case della gente e inizia a fare la faccia di cazzo, a sparare rutti e piriti, a ballare come Michael Telò…. $400

Di tutt’altro spessore anche se analoghi per tipologia sociale, i LEMMINGS DELLA PENTECOSTE $ 1.200, che corrono disperatamente verso il mare a migliaia. Ma la fanno come se fosse il giorno della Pentecoste o meglio il lunedì di pasquetta a Capri, quando orde di tamarri terrorizzano la bigotta popolazione isolana con terribili super-santos e micidiali frittatone di spaghetti. La loro marcialonga tamarroide semina il panico

 

39)ANACONDA SETTIMINO

La sua nascita prematura sembra sia la causa delle capacità divinatorie di cui dispone; sa inoltre dare sempre il consiglio giusto senza scomporsi. E’ inoltre dotato di telecamera sulla testa collegata ad un monitor, e può così essere mandato in avanscoperta $ 6.000

 

40)IGUANA OSSIDRICO

Direttamente dalla Cina, un duttile rettile che , aperta la bocca, tira fuori una fiammella ossidrica che fonde e taglia anche l’acciaio. Sulla cresta ha pure applicato un coltellino svizzero con cacciavite e cavaturaccioli. $700

 

41)CALABRONE MILINGO

Ingravida con puntura di soppiatto ingenue fanciulle attirate dal suo fervore religioso. La spiritualità del suo pungiglione riesce pure a disinnescare dopo averla punta una pecora Al Aqsa o un gufo muezzin (mono) $2.000

 

42)BACO DA SETA LISERGICO

Se arriva a farti il bozzolo nel caffè o sui vestiti, balli e canti le canzoni di Jim Morrison per tutta la serata (mono) $110

 

43)STERCORARO DI GEOVA

Essendo abituato a procurarsi da vivere facendo palle di merda, gli riesce assai facile raccontare palle e merdate: se si infila sui vestiti o in un mezzo di comunicazione, distorce a modo proprio il messaggio $340

 

44)VESPAIO ANARCHICO

La regina l’hanno fatta fuori…ora lì dentro vivono facendo un po’ quello che cazzo gli pare, e, se solo lo sfiori, è la fine. Si posiziona a terra o sugli alberi (mono) $ 3.000

 

45)RAGNO KAPO’

Riesce a tempo di record a tessere una ragnatela in filo spinato di m5x2 $ 400

 

46) PSYCHOSTRELLO SIOUX: Mentalmente disturbato, questo pipistrello si posiziona a testa in giù mimetizzato sotto i rami di pino, da dove si fionderà sul vostro cuoio capelluto per impigliarvisi e strappare poi via un suo scalpo come un vero guerriero indiano. E’ di idee piuttosto conservatrici in materia di pettinature e si accanisce particolarmente contro creste e altre bizzarrie dell’hair-styling moderno. Quando invece trova uno senza capelli, considera la calvizia dell’ “ospite” come un grave gesto di maleducazione nei suoi confronti e perde le staffe, finendo per disegnare con gli artigli un tatuaggio sul mellone del malcapitato in stile Unglorious Bastard. La cosa forte è che la vittima del pipistrello dovrà effettivamente riportare sulla testa i segni dell’aggressione, pena la sua esclusione dal gioco $ 1.500

 

 

47)PROCESSIONARIA POWER

Toccatela e siete fritti…per davvero. Rilascia una scarica a 220 volt al contatto, crea corti cicuiti e altro $550

 

48)LA FORMICOLA DEL BLASCO

A 16 anni ha fatto armi e bagagli e ha mandato a cagare la formica-regina e tutt’il formicaio, rinnegando la morigerata vita di risparmi e sacrifici delle sue consimili in nome del sesso, droga & rock’nroll propagandato dal suo mentore Vasco…ora si ritrova sulla quarantina senza arte nè parte e per tirare a campare si industria a piratare cd, software e microchip, immagazzinando i dati nel proprio organismo a mo’ di hard disk portatile. Una “chiavetta” low-cost che può riverlarsi assai utile, sempre che la smetta una volta per tutte di cicaleggiare “Albachiara” e “Fegato-fegato spappolato” $120

 

49)IL GUFO MUEZZIN

Sale sulla torre di un campanile o di un’abitazione e prende a recitare il muezzin. Chi ascolta ha il 50% di possibilita’ di rimanerne indottrinato ed essere costretto a inginocchiarsi per alcuni istanti in direzione della Mecca $ 600

 

50) CRISANTEMO FERRIGNO

Una volta incappati in lui, vi porterà una sfiga della madonna….$150.

 

 

51) SAN BERNARDO MARADONA

Se vi trovate in difficoltà o nei casini, non esiterà a soccorrervi e rifocillarvi come solo un buon padre di famiglia sa fare. Però va preso un po’ come viene, nel senso che non si sa mai quale sostanza potreste trovare nella borraccia che porta al collo, specialmente nei week-end $ 600

 

52)GALLINA ZETA VEGAN FERRARO

Dal nome del suo scopritore (un etologo animalista di fama mondiale), ecco un sensazionale avicolo che chiamare “gallina dalle uova d’oro” risulta riduttivo… ogni 8 ore poserà un uovo, che alla schiusa disvelerà un pulcino di un animale a caso tra i 99 restanti del Crazy Pet Shop. $ 4000. Le sensazionali uova di questa gallina furono ribattezzate dallo scopritore UOVA DI KOCCUS e sono anche acquistabili fresche sfuse per $1000 l’una. Visto il prezzo è un azzardo che vale la pena tentare.

 

53) PADELLE UNA NUOVA EMOZIONE SULLA PELLE (mono)

Realizzate in collaborazione con una famosa casa di cosmetici, si attaccano addosso e sono testate anti-allergicamente. Ne esistono diverse versioni:

PADELLE NERVI A FIOR DI PELLE:Timorate di Dio, vivono nel terrore che da un momento all’altro possa materializzarsi il Grande Satana che le stacchi dallo scoglio e le faccia finire appunto in padella (da cucina). Così hanno elaborato un complesso sistema di allarme che vibra in caso di pericolo. Ve le potete attaccare addosso a mo di piercing e prevenire così’ i pericoli $3.000

PADELLE SPIRITO RIBELLE: Rilasciano al vostro organismo un tasso di alternatività e anticonformismo che in certe situazioni non guasta $ 400

PADELLE RIDO A CREPAPELLE: Procurano al malcapitato crisi di riso e un insopportabile solletico che lo inabilita al compimento di gesti complicati $1.200

PADELLA SPACCAROTELLA: Rilascerà al vostro organismo una dose di cinismo e di cazzima degne del peggior sbirro di frontiera. Inoltre la vostra mira verrà migliorata esponenzialmente. La vostra intelligenza e capacità di discernimento tuttavia risulteranno fortemente compromesse $ 700

PADELLA LA MORTE PIU’ BELLA: per solo uso maschile, va attaccata nella zona genitale, in particolare sotto la regione scrotale-perineale dove effettuerà un piacevole massaggio prostatico che vi donerà una intensa sensazione di piacere. La cosa non rimane fine a se stessa in quanto che, dopo il lungo orgasmo, avrete un approccio più rilassato alla vita e sarete pieni di self-control, evitando di farvi pippe mentali $ 1.200

PADELLE VAI PIGLIANDO TARANTELLE: Questa volta invece verrà rilasciato dal mollusco un enzima che acuirà la vostra propensione alle risse e a tirarvi tarantelle di vario genere, anche coi membri della giuria con cui sarete più rompicoglioni del solito nel cercare di grattare aiuti $ 2.000

PADELLE BARRY WHITE: per solo scopo edonistico, rilasciano lentamente nell’organismo una sostanza allucinogena che vi fa stare belli cuotti cuotti come il famoso singer di “Let’s the music play” $ 200

 

54) MOSCERINI VILLAGE PEOPLE

Se entrano dalla finestra, inebriano l’ambiente della loro ricchionamma. E dai, muovi un po’ quel culo, ma che brutta sta camicia color cachis, ma siete proprio delle perete,fiesta stasera,dai samba uhhh.. $ 850(mono)

 

55) STREPTOCOCCO WIKIPEDIA

Attaccato alla vostra laringe o alle vostre tonsille, vi procurerà fastidiosi malanni che mineranno alla lunga la vostra salute, ma saprà ricambiare con nozioni e succinte spiegazioni ogni volta che verrà interpellato $ 1.200

 

56) IL MAGGESE CASALESE

Gang di trifogli, boss incontrasti leader del racket dei rifiuti tossici sui quali annicchiano. Se passate attraverso di essi sarete intossicati dalle esalazioni tossiche provenienti dal sottosuolo $ 2.000

 

57)TRIGLIA AMITRANO:

malmesso pesciolino della famiglia dei bentonici ormai più avvezzo ai gin tonici , ha sviluppato una incredibile capacità di mimetismo grazie all’abilità nel maquillage e nel trucco. Pressoche irriconoscibile all’occhio umano quando è nascosto, può essere riconosciuto solo con un buon olfatto per via dei profumi dalle fragranze dolciastre che usa in dosi industriali. $ 1300

 

 

58) CACATUA UN PAR’DE CAZZI TUA

Esotico volatile estremamente amante della discrezione, fa in modo che non venga rivelato alcun segreto circa la posizione dei propri padroni $2.000

 

 

59) UPUPA SANTANCHE’

Col suo verso stridulo e fastidioso, prenderà a svolazzarvi intorno e rendere impossibile qualsiasi discorso stiate intrattenendo, interrompendovi e coprendolo con le sue cazzate berlusconiane, che vi indurranno a gesti inconsulti, tipo gettare via un patrimonio di armi per farla secca $ 340. Versione potenziata anche se del tutto diversa negli utilizzi, è costituita dall’ UPUPALILLO, bizzarro uccello notturno che si lancia a capofitto in un precipizio da cui torna malconcio ma vivo: se vi avvinghia alle sue piume, condividere il volo con lui potrebbe essere oltremodo pericoloso

$ 1000

 

60) CHIHUAUA PICCOLO-BORGHESE

Tirato su a botte di catechismo di provincia e reality show, starà lì a inciuciare su tutti e pontificare sulle mezze stagioni che non ci sono più, non apprezzerà gesti scurrili e state sicuri che vi farà due palle così se solo vi vedrà fumare una canna o scoparvi qualcuno di diverso dalla vostra fidanzata. Però saprà essere un ottimo economizzatore dei vostri risparmi indirizzandovi su come spenderli. Eppoi come rovescio della medaglia è molto informato sui giri di prostituzione e di pedofilia on-line. ..Potete pure regalarlo ad altri $350

 

61) TARANTOLA BALOTELLI

Agile e scattante, invisibile nelle ore notturne per via del suo colore scuro, se vi morde vi passa tutta la sua cretinamma per almeno una mezz’oretta nella quale farete irrimediabili cazzate tipo tirare le freccette addosso ai vostri compagni e altro (mono) $ 550

 

62)CERNIA GREGORIANA

I suoi “Te Deum laudamum” e “Salve Regina”, intonati negli abissi, grattano a tonalità talmente basse da mandare in tilt radar, sonar e qualsiasi altro apparecchio radio. Una volta nella vita intona anche i “Carmina Burana”, a mo’ di harakiri prima di morire, e allora ci si può rimanere anche sordi. Se utilizzata a dovere un’ottima arma, altrimenti un ingombrante vaiassa squamosa tra i piedi che non sta mai zitta $300

63)ESCREMENTO EMOSTATICO

Quando le eminenze della politica caprese presero ad analizzare il DNA di questo apparentemente innocuo stronzetto di cane non poterono fare a meno di rimanere sbalorditi dalle inusitate virtù curative: applicato sulle ferite a mo di “sparatrappo” tampona nell’immediato le emorragie, anche se resta da dire che quando poi la ferita è seria serve a ben poco $300

 

64)RANA FLASHIATRICE

Sirena degli abissi in salsa grand guignol, sarà in grado, se nei vostri paraggi, di scatenarvi allucinazioni e miraggi assai allettanti, fino a farvi cadere tra le sue grinfia, ….e allora sino che sono cazzi! $950

Una inquietante evoluzione è invece costituito dalla nuova SPIGOLA PORNOBYMBA $ 1.000: le sue carni bianche e tenerissime potranno costituire un’attrazione cui forse sarà difficile resistere per voi, che non vedrete l’ora di addentarla o farvela all’acqua pazza. Tuttavia restano da considerare altri non semplici aspetti. Come ogni spigola tende a vivere in prossimità’ di scarichi fognari, cibandosi anche di ratti: in un certo senso quindi fa un po’la zoccola. Ma soprattutto il maggiore degli inconvenienti sarà di tipo sociale, per così dire: se si spargerà voce che avrete mangiato una spigola pornobymba, verrete squalificati socialmente sul lavoro e nella vita di tutti i giorni, additati come uomini di poco conto. E attenzione, perchè la spigola e’molto brava ad assumere le sembianze di altre specie adulte

 

65) CONDILOMI MACCARTISTI

Estremamente aggressivi, se vi si attaccano nella zona pubica si faranno propagatori di un’infezione che diffondera’ in voi un’insensata paura dei comunisti e di qualsiasi cosa sia esso lontanamente affine (anche solo un polpoabestia) che vi portera’ a scappare dinanzi a loro. Diventerete pure xenofobi e reazionari, estremamente retrivi ad ogni forma di progresso $ 2000

 

66)SCARDA DI CESSO AL PLUTONIO 238

La sua natura e’estremamente controversa. Fior di scienziati sono pronti a giurare che si tratti di un frammento di meteorite piovuto da qualche galassia lontana, mentre un lavoratore locale avrebbe ammesso che altro non e’che il residuo di uno sfratto notturno eseguito approssimativamente presso un cantiere. Uno scrittore di fantascienza e’invece convinto che addirittura si tratti del pezzo di fiancata di un’astronave aliena che sta per tornare sulla terra. $8.000

 

67) PANTEGANA CSI

Seziona con inusitata abilità i cadaveri al fine del rinvenimento di qualcosa di utile alle indagini $ 250

 

 

 

68) SALMONE SOLGENYTSYN

Risale i fiumi e i rigagnoli con inaspettata virulenza sino ad arrivare all’accampamento nemico, del quale denunciare con tutta la sua forza verbale eventuali crimini e persecuzioni. Se avete qualche scheletro nell’armadio, sarà un guaio trovarvelo tra i piedi $450.

 

69) PUZZOLA SIXTY-NINE

Nomen-omen, questo poco profumato animale può assalirvi e costringervi a una poco edulcorata prestazione erotica con essa, che ridurra drasticamente dopo l’orgasmo le vostre capacità olfattive $290

 

70) TRICHECO SPARAMI’N PIETTO

Algido tenitore dell’ordine, dalle sue parti non si tollera alcuna lascivia o interferenza dell’illegalità. Non vi lasciare passare finchè non avrete dato conto delle vostre credenziali di bravi guaglioni $650

 

71) FOCA AQUASCOOTER

Plana sull’acqua che è una bellezza portandovi in groppa; questo palmipede ha la rara capacità di unire l’utile al dilettevole $ 1.500

 

72)CALAMARI DI MOMPRACHEN

Dalle profondità del Pacifico..3 mostruosi Kraken guerrieri degni della penna di Salgari, la cosa peggiore che vi augurereste d’incontrare per mare $ 3.300 mono. Disponibili anche nella versione soft CALAMARELLE SEA LOUNGE $ 1300, che prendono a ballare in modo inconsulto davanti a voi fino a creare una sorta di vortice che puo’ travolgervi

 

73)BABBUINO TACCUINO

Un portaborse esotico e stucchevole, che scriverà per voi discorsi, fisserà appuntamenti, saprà mostrarsi sorridente nei momenti difficili…eppoi con quel culo rosa.. $ 460

 

74)IPPOPOTAMOSCAFO

Modello evoluto di pachiderma caro a Costeau; ospita nel suo ventre fino a 3 passeggeri con i quali può immergersi fino alle profondità più remote del mare. Poco incline allo scontro, può essere utilizzato anche come rimorchiatore $1.600

Un evoluzione molto smart è rappresentata dai PORNO-CETACEI : straordinari esemplari di balena nel cui ventre troverete cinema porno, sala massaggi con happy ending, eros center con donnine e trans di ogni angolo del mondo e persino una spiaggia in sabbia finta, riproduzione fedelissima di quella di Phuket ove svernano i capresi. Diciamo che per questi ultimi come per molti altri il Porno-cetaceo rappresenta il paradiso terrestre e farebbero di tutto per salirci a bordo $ 16.000

 

75)ASTICE AL ZARQAWI

Di dimensioni giganti, dispone della destrezza e del cinismo necessari per catturare con le sue possenti chele un uomo,da tenere poi in ostaggio. E state sicuri che se non pagate entro 24 il riscatto di 1000 $, non esiterà a decapitare il malcapitato $ 2.300 mono

Disponibile anche in una versione light, RANCIO FELLONE TIBIA&PERONE, $ 1600, che magari vi farà salva la testolina ma non esiterà a frantumarvi le gambe con le sue chele.

 

76)CAPE DI GAMBERO INDOVINE

Sorta di astragali post-moderni dei mari, se gettate per terra si dispongono in modo da predire il futuro, per chi ci crede… $ 90

 

77)VACCA ANOMALA

Al minimo segnale di pericolo si lancia giù dal ponte della nave, provocando un’onda anomala in direzione del pericolo stesso. $1200 mono Disponibile anche nella versione potenziata BOVE CIAMMURRO $1.800, capace di cuoppi e marunnelle atti a provocare un mezzo tsunami . Sul mercato anche una nuova versione assai poco politically correct e a forte rischio censura, VITELLOTTO PESSOTTO $ 4.200 che si tuffa con un rosario in mano sulle automobili di passaggio mono

78)U PALAMIT’ LATITANTE

E’ evaso da una tonnara-penitenziario del palermitano, ora, con alle spalle molti scheletri nell’armadio, è alla ricerca di un nuovo protettore per il quale fare anche lavoretti sporchi $ 500

 

79)CEFALI VALLANSASKA

Baby-gang di terribili cefaluotti pronti a tutto. Sfasciano, disturbano, seminano il panico tra le vecchiette, chiudeteli in riformatorio! 1 palla $ 1000 mono

Sono in vendita invece a parte le uova di muggine che essi depongono, la cosiddetta O’ BLACK BOTTARGA $ 200: in linea di continuità ideologica con i cefali, se vi ci impiastricciate dentro, prenderanno a rompervi i coglioni con incomprensibili frasi in slang newyorchese, facendovi perdere tempo e rendendovi estremamente nervosi. In dosi molto massicce possono provocare anche un coma etilico nel malcapitato

 

80)POLPOABESTIA

Grosso com’è, non sa far altro che sbivaccarsi per terra coi suoi tentacoli e imbrattare tutto con l’inchiostro. Se lo provi a smuovere da terra, ti da’ del fascista…brutta zeccaccia cefalopode $200

Una versione potenziata è data dalla PIOVRA STUTACANDELA $ 2.200, che col vorticare dei suoi enormi tentacoli riesce a spegnere ogni candela o altra sorgente luminosa intorno fino a lasciarvi al buio

 

81) SCAMPO FROM SCAMPIA

Senza scampo. Voleva andare a scuola con gli altri celenterati e studiare. Senza scampo. Voleva avere una vita normale, una moglie e dei figli. Senza scampo. E allora ha smesso di credere alla legge e ha scelto di farsi giustizia. Punisce il male e sa cos’è l’amore, però ogni tanto gli torna il feedback dell’infanzia alle Vele a spacciare crack e fa gesti inconsulti $470

 

82)SQUALO U-BOOT

Eccezionale macchina da guerra, si immerge negli abissi trasportando fino a 4 persone. Difficile da superare negli scontri face to face con quella dentatura, può essere armato con BARRACUDA SILURANTI ($250extra) e affondare una nave a 10m di distanza $5.000

 

 

83)CACCIA-CORMORANI

Variante avicola di una squadriglia di aerei da guerra, eseguono missioni difensive e incursioni fulminee colpendo in picchiata con dolorose beccate o sganciando uova al fosforo bianco dal discreto potenziale esplosivo. 1 stormo $ 7.500

 

84)PELICAN B-52

Possente bombardiere a lungo raggio, può essere armato con una SCROFA AVIOTRASPORTATA ($500 extra) o altro e diventare una mezza Enola Gay. Vulnerabile in fase difensiva $ 4500

 

85)ALICI ANTIAEREE

Rudimentale ma efficace arma contraerea, gettatela giù dalla nave o dal luogo ove vi trovate in caso di attacco aereo: vedrete come sia i caccia cormorani che il pellicano le seguiranno e perderanno di vista il bersaglio $ 900

 

86)CAPITON BARESI

Sebbene originario dei vivai della Brianza, presenta una carnagione mulatta che ne ha fatto oggetto di derisione di tutti i suoi compagni. Ad ogni modo, dal padre putativo prova a riprendere la grinta difensiva, combattendo strenuamente per quel che può in difesa della nave o quel che sia. Great value $ 120

 

87)VULVA DI MARE

Perennemente mestruata, dissemina sangue per i mari ,attirando e distogliendo su di sé gli squali u-boot che non vedono l’ora di addentarla $ 210

 

88)VOLPE QUAQUARAQUA’

In omaggio alla tradizionale proverbiale furbizia, si dimostra estremamente arguta nell’abbindolare ed escogitare raggiri per vostro conto. Alla fine però la sua scarsa moralità la porta a lasciare le cose incompiute o farvi delle merdate, rivelandosi appunto una quaquaraquà $350

 

89)PLANCTON 1926 A GUARDIA DI UNA FEDE

Presidiano la loro zona d’acqua con coerenza e mentalità. Se vi imbattete da quelle parti, o vi gemellate o sono mazzate, soprattutto se non siete del posto e non vi rispecchiate nei valori ultras e della napoletanità $ 400

90)AQUILA SCALDACAZZI

Bellissima e seducente, attira tutti gli sguardi su di se volteggiando maestosa. Ma è una professionista dell’adulazione: comincia a mettersi in posa su un albero per essere avvistata. Poi si sposta un po’ più in là, trascinandosi dietro tutti gli appassionati di bird-watching…poi ancora un po’ più in là, e tutti dietro di lei rapiti dal’illusione di poterla ghermire. Alla fine vi avrà portato lontanissimo dal luogo di partenza senza avervi fatto accocchiare niente e avendovi fatto perdere solo tempo $ 1.200

Disponibile anche nella variante posh POSILLIP-EAGLE, sofisticata aquila chiattila della Beverly Hills napoletana, che al posto del tempo vi farà buttare un cuofano di soldi in cene, regali e aperitivi pseudo-chic del cazzo dove sarete sempre e solo voi ad aprire il portafogli $ 2.500

 

91)SANGUISUGHE DELLA PACE

Se vi si attaccano addosso, cancelleranno qualsiasi istinto violento o proposito bellicoso, rendendovi degli agnellini indifesi (mono) $ 1300

 

92) FAINA FIGHT THE FAIDA

Vendicativa e caparbia, se viene a sapere (e succede spesso) di una cazzimata fatta o ordita al suo padrone, trova prima o poi il modo di vendicarsi con grande cazzimma $ 700

 

93) PASTORE BRIATORE TEDESCO

Col suo fascino da super-cafardo oltre che con sfavillanti guinzagli ed esclusivi ossi firmati, ammalia cagnoline e esemplari di sesso femminile in genere, da propinare poi come “copertella” a politici e portaborse da cui aspettare favori. La lunga militanza in Formula I gli ha fatto inoltre acquisire una certa conoscenza in fatto di motori e telai, e a bordo di una nave Dio solo sa quanto ciò può essere utile! Francamente lo tengo proprio sul cazzo $ 130

 

94)BARBAGIANNI DELLE SCELLERATEZZE: Questo esemplare non è in vendita semplicemente. Cioè, voi potete opzionare un voucher di prenotazione per $ 1.000, poi l’uccello deciderà lui se siete degni o meno di lui. E’ un animale notturno, quasi albino, che apparirà al drink della staffa o quando starete tornando a casa un po’ alticci: voi non potrete riconoscerlo né vederlo ma lui sarà lì ad osservarvi da sopra un ramo coi suoi occhioni spalancati, facendovi commettere delle scelleratezze. Se di venerdì o sabato notte sul tardi, vi riterrete degni di invocare questo demone pennuto e di raccontargli quali scelleratezze avete in mente, provate a telefonarlo e lui forse potrà esaudirle. Ma badate, egli detesta gli astemi e i bluffatori

 

Serie Limited edition. Un solo pezzo per ogni esemplare, a chi se lo aggiudica prima.

95) ANOPHELE CASABLANCA

Una sua puntura è idonea a deformarvi il DNA fondendolo con quello di un animale a scelta del proprietario della zanzara $5.200. Disponibile anche in una versione alternativa MOSCHITO PREMAMAM $12.000, che con una puntura vi fara’ il regalo piu’ bello del mondo, mettendovi inconsapevolmente incinti di una creatura che nascera’ dopo nove mesi, pardon nove ore. Il pargolo che metterete al mondo avra’ le sembianze del membro di un altra squadra e con lui dovrete essere dei bravi genitori e non fargli

mancare mai niente, il che significa che fino alla maggiore eta’ restera’ sempre con voi, nella buona e nella cattiva sorte, ovunque voi andrete. Un’ulteriore evoluzione è costituita dal TAVANO NO TAV $ 5.000: No all’alta velocità! E allora perché andate così di fretta?? Se vi punge, vi rallenterà enormemente facendovi impiegare un tempo doppio per raggiungere i luoghi fino alla fine di quella giornata.(mono)

 

96) PERCHIA FROCIAROLA: Vive in inseparabile simbiosi con un purpo, dal quale attinge di continuo consigli e ammonimenti da purpo, tipo: “ma levati quello smalto fuxia che sembri una zoccola scampata ad una retata in tangenziale”, “ stasera non ti azzardare a metterti di nuovo il tacco 12 che mi fai sentire un tappo” “ quel sarago che ti corre dietro lascialo perdere che ti vuole solo scopare” “quel rancio fellone così virile per stringerlo a te devi fargliela prima annusare e poi, quando cade con le chele ai tuoi piedi, solo allora gliela dai”. E lei, la perchia frociarola, segue impassibile alla lettera tutti sti consigli, denotando un gap di personalità ed una notevole insicurezza…. “Si vabbuò Pali, ma noi che ce ne amma fa i sti due sciem?”- vi starete giustamente chiedendo. Eh, non ve lo dico, si va a fiducia, if you trust Palillo pay $ 4.000

 

97) I 4 KEBABBARI DELL’APOCALISSE

Ad un dato segnale le piastre su cui sono infilzati i loro kebab prendono a roteare come Dervisci seguendo il movimento dei pianeti della Volta celeste. E proprio dal cielo piove giù una pioggia infuocata che incenerisce e ustiona qualsiasi cosa nel raggio di 100 m(mono) $10.000

 

98) PAVONE DI MUNCHAUSEN

Aprirà la sua coda coloratissima, e voi dietro di essa potrete celarvi e vedere i vostri sogni diventare realtà. Pensate al vostro supereroe preferito e, da dietro quel paravento di piume, uscirete che siete proprio lui, il vostro supereroe! $ 10.000. Disponibile anche in versione light con differenti funzionalità, PAVONE DI ACHILLE: Estremamente intelligente, sa segnalare il punto debole del nemico in ogni circostanza $3.500

 

99) SCORFANO MAMMASANTISSIMA

Svezzato sulle secche infide di Cosa Nostra, è un sicario che non perdona. Se gli fanno il vostro nome, siete fottuti. Aspetta il momento buono, vi secutea anche per anni, e quando vi distraete, zacchete! il suo pungiglione non lascia scampo $ 15.000

 

100)PALILLOSAURUS REX:

E’ davvero potentissimo, fidatevi $ 10.000

 

101) L’animale vincitore del Crazy Pet Contest, presto bandito

 

 

 

 

 

 

Le montagne maledette. Giorno 4- La “conquista” dell’inespugnabile Theth

Se fossi nato in Albania mi chiamerei “Skop i vogél”, traduzione ovviamente di Palillo suggeritami dalla guida Adanes prima di salutarmi e lasciarmi qui con il cavallo Ballash, ai piedi delle Montagne Maledette, poco meno di una ventina di km alla metà. Per la verità, poco ci manca che non siamo manco più in Albania, giacché il confine col Montenegro corre proprio sul crinale della montagna sovrastante mentre quello col Kosovo è sul lato opposto della valle. Ma conta poco la geopolitica: sono nelle Montagne maledette, tutto il resto è terribilmente lontanofoto 1-3

La strada proseguirà su questo alveo di un fiume in secca per altri 4-5 km, prima di inerpicarsi seccamente sulle fauci di quel monte sullo sfondo, il Jeserca. Da li, da qualche parte dovrebbe starci il passo di montagna da scavalcare per immettersi nella valle di Theth attraverso una ripida discesa.

Ad ogni modo non soffro la solitudine Devo dire che questa ascesa alle Montagne maledette pare una sorta di Gran premio della Montagna per scioccati,anzi  una riedizione della Corsa più pazza del mondo per personaggi che paiono usciti dal “Grande Lebowsky” e si industriano in modo bizzarro a scalare la montagna. Avanzando con Ballash, i primi che becco sono due, una coppia, di quel gruppo di motociclisti panzoni tedeschi trovati due giorni prima in battello, per capirci quelli che girano con “l’urna cineraria” di Ozzy Osbourne..: li vedo e li sento gemere in lontananza sul greto del fiume dove si sono impantanati con la moto . Sulle prime, godendo i gemiti, penso si stiano facendo una chiantella e che quindi il mio arrivo col cavallo possa suonare oltremodo inopportuno. Poi intuisco che hanno rotto la moto e stanno quasi piangendo, con lei che impreca malamente contro il compagno; per inciso non riesco proprio a immaginare dove sperassero mai di andare con quella moto atteso che poco dopo la strada si inerpica  quasi verticalmente. Ai piedi della salita più ripida una fattoria, dove un gruppo di pastori è intento nella tosatura degli ovini

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Qui raccatto invece gran parte dei maschioni della sera prima, quelli che dicevano di potercela fare senza il cavallo e con lo zainone sulle spalle: ora a gruppi di 3-4 giacciono rovesciati a pancia in su sugli zaini come vaccarelle di San Giovanni, in primis il turco che faceva più di tutti il gallo sulla munnezza e ora pare aspettare solo un defebbrillatore o una morte dignitosa. Più in alto ribecco il mio amico danese che ha passato qui la notte su un amaca per sfuggire alla tedesca che lo cerca coi cani a fondovalle, in compagnia di un esperto personaggio locale che mi fornirà una serie di consigli molto utili sul cavallo e ci saprà indicare un roveto pieno di squisite fragole di bosco

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E’ chiaro che in un tale contesto bizzarro di sciroccati, io che già di mio un discreto personaggio dovrò esserlo, ora col cavallo al seguito a fare “het-het-pisc-pisc” posso dire alla grande la mia e catturo subito la attenzione e la fantasia di due milfone norvegesi le quali impazziscono con sta storia del cavallo telecomandato e prendono a gridargli “het het” a gran voce facendolo sbizzarrire e costringendomi a usare il tasto “sgarmoooshhh”, quello per cui il cavallo si paralizza e non cammina più. Contando che eravamo in un punto ripido e già allo tremo delle forze, me ne vado maledicendo ste due idiote che paiono contemplare sta scena del cavallo in preda ad una sorta di eccitazione saffica.

A questo punto arriva nel bosco, scendendo dall’altro crinale, il che ci fa intuire che non deve mancare molto alla vetta, un tizio tedesco che pare uscito dal grande Godot: magro come un chiodo, capelli lunghissimi, cammina nel bosco solo con un paio di scarpe sfondatissime e completamente nudo. Dice di essersi bagnato in una fonte poco più sopra ma che la corrente gli ha inavvertitamente portato via i vestiti, poco male perché così assapora meglio il feeling con la natura, e così lui ora scende bello bello col pesce da fuori nel bosco in direzione opposta alla nostra….chissà cosa sarà mai accaduto più a valle quando avrà beccato le milfone norvegesi. Ad ogni modo la vetta non è poi lontana, la vegetazione si dirada e lascia il passo alla nuda roccia, che assume delle conformazioni davvero inquietanti man mano che si sale verso il passo Valbona (ecco il video) 

Il povero Ballash, su strade accidentate e che salgono quasi in verticale, dimostra tutta la sua perizia e grandezza, commuovendomi diverse volte per la vocazione al sacrificio e il suo sguardo tenero. I cavalli sono degli animali davvero di una bellezza e un fascino magico

 

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E ci siamo, ecco il passo in quota e poi la discesa a capofitto verso Theth, nella quale siamo sorpresi anche da un immancabile acquazzone, ma riusciamo a riparare in un bosco di altissime quercie

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Ed eccola sullo sfondo Theth, apparire con le sua case sparse in fondo ad una vallata che pare un buco, la tana di un animale. A poco a poco cominciano a prendere forma anche la bellissima chiesa e la famosa Torre della Segregazione, una sorta di tribunale arcaico per tutti gli abitanti della valle, dove venivano decise controversie in baso alla legge del Kanun, una sorta di legge del taglione in vigore fino ai primi anni’80 e mai completamente dimenticata.Theth-Waterfall-Jeep-Tour

L’indomani trovo anche il tempo per un bagno in una isolata e magnifica cascata, ma dopo le 8 e passa ore per arrivare qui, mi pare una passeggiatina da niente

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Eccomi a te, inespugnabile Theth, è stata un’emozione bellissima giungere fino a te

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Ricorderò sempre con infinito affetto il mio cavallo Ballash, riguardo al quale credo si addica un modo di dire imparato in queste valli

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“Puoi piegare un albanese quanto puoi piegare una montagna”