U ” Torregaveta”, altresì chiamato con una punta di snobismo dai cittadini la “Cafoniera” e’ una linea che da origine a molteplici cd liti di viabilità, per via di un equivoco basilare: essendo una linea extraurbana, non effettua tutte le fermate in città ma solo alcune. Ebbene questa cosa sembra risultare profondamente indigesta all’utenza, che più volte ho visto protestare con vemeenza ma mai come oggi…
Il clima a bordo già non è dei migliori, vige un’atmosfera da tregua armata. Immigrati in viaggio verso la zona flegrea con i loro sacchi di iuta ricolmi di ogni cosa possibile ( le cd mappate) sottraggono spazio e costringono a difficoltose gimcane pretenziose “signore” della Napoli bene residenti nella zona rivierasca. Una di esse ci tiene assai a far sapere, a voce molto alta, agli altri passeggeri che lei su quel bus schifoso ci è finita solo per uno scherzo del destino, la macchina dal meccanico e il bancomat per pagare il taxi smagnetizzato. L’inverosimile endorsment le vale cmq l’immediata solidarietà di una sua consimile, che attribuisce la colpa di tali sconcezze (quali?) all’attuale sindaco, inveisce contro la popolazione equiparata a grossi ovini e rimpiange tempi lontani in cui queste cose non si verificavano (non si capisce bene quali tempi, forse quelli dell’apartheid in Sudafrica o dell’Alabama o della Lousiana prima della guerra di secessione americana, dove appunto ai”negri”era vietato di sedersi sui bus).
A rompere questo fragile ecosistema, salgono ad un tratto degli improbabili tizi, una famiglia suppongo, agghindati a festa per un matrimonio secondo i radicali cliché della tamarreide: capelli fonati taglio sale &pepe, Giacche di raso lucido, unghie laccate, pantaloni aderentissimi anche per gli uomini che culminano su mocassini modello Briatore o tacco 12, e tanto altro ancora. D’altra parte l’occasione lo richiede, oggi convola a giuste nozze un tipo che chiamano “o Pezzotto”, la cui moglie alla uscita della chiesa e al momento di montare in macchina, sembrava, dicono, Elisabetta Canalis. Incuriosito, do una sbirciata sugli schermi degli i-phone già grondanti foto e video della funzione religiosa e butto un occhio sulla sposa, non potendo che concordare sulla somiglianza con la Canalis, a condizione che quest’ultima fosse appena sopravvissuta ad un terribile incidente stradale, fosse appena reduce da una lite con Freddy Krueger, avesse passato gli ultimi 6 mesi a mangiare cheeseburger e avesse scelto lo stesso stilista di Marylin Manson….
Ad ogni modo, dopo la cerimonia, o Pezzotto ed Elisabetta Canalis saluteranno amici e parenti presso il ristorante xxxxx in via Partenope o Santa Lucia, suppongo. Insomma i tizi devono scendere prima della galleria della Vittoria, per raggiungere a piedi il lungomare. Ma il bus non ferma, apriti cielo! La galleria di trasforma in un lungo tunnel d’odio e insulti all’indirizzo dell’autista, la cui madre viene paragonata a qualsiasi cosa abbia a che fare col sesso in natura. L’autista dal canto suo non cede e di certo non può aprire le porte (come gli chiedevano!) nel bel mezzo della galleria. Ma poco dopo uno degli invitati al matrimonio Pezzotto/ Canalis rompe gli indugi e come un novello Chuck Norris aziona un congegno per l’apertura automatica delle porte. Inchiodata dell’autista e chiamata immediata della polizia. Il gruppo- nozze e’a un bivio: proclamare un Aventino e darsela a gambe o affrontare la Madama a muso duro, forti delle loro ragioni. “Ci amma’ fa sempre arriconoscereee”, e aprendo di nuove le porte scelgono l ‘opzione 1 dandosela a gambe in un rotolare di tacchi e mocassini dorati, mentre pigramente una sirena della polizia si avvicina. Torregaveta, lungi dall’essere un banale capolinea di destinazione di un bus, è un luogo immaginifico posto in un “altrove”, ove ognuno colloca i propri sogni e la propria idea di mondo : a ben vedere , proprio il concetto che Tommaso Moro disegna di “utopia”


