Alexander- giorno 9: Costantinopoli, gigante polimorfo

Proviamo a fare un giochino : descrivere Istanbul in soli tre aggettivi . Voglio dire , potete provare anche se non ci siete stati: vi ci sono posti del mondo che riescono a dare una proiezione o anche solo un immaginario di se pur non essendoci stati. Istanbul è senz’altro uno di quelli. Anzi, io preferisco chiamarla col suo nome storico, Bisanzio o meglio ancora Costantinopoli, come si è sempre chiamata fino ad un secolo fa. Ecco ed è proprio questo suo ultimo aspetto della mutevolezza della denominazione e non solo a fornirmi il primo aggettivo per descriverla : effimera, Costantinopoli è effimera. Gli altri due che spenderò per descriverla saranno liquida e mostruosa . Ma partiamo dal suo essere effimera, da una capacità o forse un suo destino congenito ad apparire e scomparire dal nostro pensiero, dal nostro immaginario e farlo ogni volta in maniera diversa. Per un momento Costantinopoli ci appare un ponte proteso tra due mondi diversi , un fusione a caldo di essi, un’alchimia indovinata tra leghe metalliche non propriamente omogenee. In un altro ci appare la reggia di un sultano ostile, l’avamposto dell’Altro chiamato ad annullarci. In un altro momento ancora può apparirci una tessera del mosaico occidentale schizzata un po’ più a est, un frammento di antichità divenuto ormai metropoli secondo canoni occidentali ed acquisito ad essi . Istanbul o meglio Costantinopoli è a mio avviso tutte queste cose e nessuna al tempo stesso , perché è effimera . Costantinopoli è poi liquida come liquida è la sua geografia assurda, che la tiene in ostaggio su due o forse più sponde di tre mari, che si stringono, poi si allargano e si restringono di nuovo come solo un mare sa fare. Ma sa farlo anche Costantinopoli, che si allarga e restringe sia nella realtà materiale che in quella virtuale. In questa fase storica ha raggiunto un’estensione sconfinata e indefinita, non si conosce che approssimativamente il numero dei suoi abitanti, che continua ad aumentare sopratutto sulla sponda asiatica ove a milioni affluiscono da gli angoli più remoti della Turchia orientale e non solo . Ma Costantinopoli proietta una percezione di se anche da quest’altro lato del mare e della terra. Il gonfalone di Costantinopoli arrivato più volte a lambire le sponde del Mediterraneo occidentale e la Mela d’oro ovvero Vienna , oggi è quanto mai forte e visibile appena oltre Otranto che un giorno drammatico del quindicesimo secolo pure cadde sotto il suo dominio, quando la liquida Constantinopoli tracimò sulle sponde italiche . L’Albania è tutta una processione di banche e aziende turche, così anche la Macedonia e quella parte di Balcani, la presa di dominio oggi si è trasferita principalmente sul piano economico e Costantinopoli domina si quel pezzo di mondo , come anche su parte di quello caucasico e dell’Asia centrale. Costantinopoli è infine mostruosa, ove il termine ha un’ accezione omerica, di qualcosa che si manifesta in maniera improvvisa e incontrollata e suscita uno stupore incontenibile . È mostruosa come un gigante omerico dalla mille forme e dalle mille vulgate, tante lingue che si intrecciano come in una Babele post- ‘moderna, lasciando sempre senza parole me

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